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Il socialismo scientifico è la definizione che Engels diede alla concezione di Marx ed Engels in contrapposizione al socialismo utopistico di Owen, Saint-Simon e Fourier. I socialisti utopisti — nonostante la genialità e il coraggio di molte loro analisi — criticavano il capitalismo da un punto di vista morale e proponevano modelli di società giusta, senza comprendere le leggi oggettive del capitalismo né il meccanismo storico che avrebbe portato al suo superamento.
Il socialismo scientifico non fonda la propria prospettiva sulla speranza o sul desiderio morale di una società migliore, ma sull’analisi scientifica delle contraddizioni interne del capitalismo. Le crisi di sovrapproduzione, la caduta tendenziale del saggio del profitto, la concentrazione del capitale, l’inasprimento della lotta di classe — queste non sono tendenze accidentali ma leggi del capitalismo che ne rendono storicamente necessario il superamento.
La scientificità del socialismo marxista non implica automatismo storico: non si tratta di aspettare passivamente che le contraddizioni del capitalismo si sviluppino fino al crollo automatico del sistema. La necessità storica deve essere realizzata dall’azione cosciente degli uomini organizzati in partito, partendo dall’analisi materialista delle condizioni oggettive e soggettive.
La concezione del socialismo elaborata da Marx ed Engels in opposizione al socialismo utopistico: non un ideale morale ma il risultato necessario dello sviluppo storico.


