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La pianificazione economica è il principio organizzativo fondamentale dell’economia socialista, contrapposto al meccanismo cieco del mercato capitalistico. Nel capitalismo, la coordinazione tra le diverse parti dell’economia avviene post hoc attraverso il mercato: ogni capitalista produce secondo le proprie previsioni private, e solo dopo lo scambio si scopre se la produzione corrisponde ai bisogni sociali. Questa anarchia produttiva genera sprechi enormi, crisi periodiche, disoccupazione strutturale.
Engels in Anti-Dühring formulò il principio: il capitalismo è “la negazione del piano”. Il socialismo è l’assoggettamento delle leggi economiche al controllo sociale consapevole. Non la negazione delle leggi economiche, ma la loro conoscenza e padronanza da parte dei produttori associati. È il salto “dal regno della necessità al regno della libertà.”
L’esperienza dell’URSS mostrò le formidabili possibilità e i reali problemi della pianificazione centralizzata. Sul fronte delle realizzazioni: industrializzazione accelerata, eliminazione della disoccupazione, sviluppo universale dell’istruzione e della sanità, vittoria sul nazismo. Sul fronte delle difficoltà: tendenza alla burocratizzazione, rigidità nell’adeguare la produzione alle variazioni della domanda.
L'organizzazione consapevole e centralizzata dell'economia secondo un piano sociale, in sostituzione dell'anarchia del mercato capitalistico; fondamento dell'economia socialista.

