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L’alleanza operai-contadini (in russo: smychka, giuntura) è uno dei principi strategici centrali del leninismo per i paesi con grande base contadina. Nei paesi dove la classe operaia industriale è numericamente minoritaria rispetto alla popolazione rurale — come la Russia del 1917, la Cina del 1949, il Vietnam, Cuba — la rivoluzione non può vincere senza il coinvolgimento attivo delle masse contadine.
Lenin analizzò a fondo la questione contadina. I contadini non sono una classe omogenea: i contadini poveri sono l’alleato naturale del proletariato; i contadini medi sono un elemento oscillante che può essere guadagnato alla rivoluzione a condizione che siano soddisfatte le loro aspirazioni alla terra; i contadini ricchi (kulaki) tendono ad allinearsi con la borghesia contro la rivoluzione.
L’alleanza si costruisce con la riforma agraria — la distribuzione della terra ai contadini poveri, l’abolizione dei debiti, l’eliminazione del latifondo. Lenin fu esplicito: il proletariato deve dirigere questa alleanza portandovi la propria prospettiva socialista, senza subordinarsi alle concezioni piccolo-borghesi dei contadini, ma anche senza ignorare i loro bisogni immediati.
Il principio strategico leninista per cui la rivoluzione socialista richiede l'alleanza tra il proletariato come classe dirigente e le masse contadine povere come alleato principale.
