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La borghesia è la classe dei proprietari dei mezzi di produzione nell’era capitalista — fabbriche, macchine, banche, terre coltivate capitalisticamente. Come classe storicamente rivoluzionaria, la borghesia distrusse il feudalesimo, spezzò i vincoli corporativi medievali, creò il mercato mondiale e la grande industria. Il Manifesto del Partito Comunista riconosce esplicitamente il ruolo storico progressivo della borghesia: “La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria.”
Ma la stessa rivoluzione borghese, creando la grande industria e concentrando i lavoratori, forgiò le armi della propria distruzione e il suo becchino: il proletariato. Il dominio della borghesia non si esercita solo economicamente, attraverso il possesso dei mezzi di produzione, ma politicamente attraverso lo Stato borghese, e ideologicamente attraverso il controllo dei mezzi di produzione intellettuale.
Marx distingue tra grande borghesia (grandi capitalisti industriali e finanziari), media borghesia e piccola borghesia. Nella fase imperialistica, la grande borghesia monopolistica è la frazione egemonica, strettamente fusa con lo Stato attraverso le “porte girevoli” tra consigli di amministrazione dei grandi monopoli e ministeri governativi.
La classe capitalista proprietaria dei mezzi di produzione che si appropria del plusvalore; la classe dominante nel modo di produzione capitalistico.

