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“Non è la coscienza degli uomini a determinare il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale a determinare la loro coscienza.” Questa tesi, formulata da Marx nella Prefazione del 1859, è la pietra angolare del materialismo storico e sintetizza il rovesciamento operato dal marxismo rispetto a ogni forma di idealismo.
L’essere sociale comprende le condizioni materiali di esistenza degli uomini: i rapporti di produzione, la posizione nella divisione del lavoro, le forme di proprietà, le condizioni di vita quotidiana. Non si tratta di un dato naturale biologico ma di condizioni storicamente determinate e modificabili.
La coscienza sociale comprende le idee, le rappresentazioni, la morale, la religione, la filosofia, le teorie politiche e giuridiche. Queste forme non sono autonome e originarie: riflettono, direttamente o in modo mediato, le condizioni dell’essere sociale.
Il principio non implica un determinismo meccanico o grossolano. Engels precisò esplicitamente che la tesi della determinazione dell’essere sull’idea vale “in ultima istanza”: le forme di coscienza hanno una relativa autonomia, una propria tradizione, una propria logica interna. Ma in ultima analisi, nei grandi rivolgimenti storici, è il cambiamento dell’essere sociale a determinare il cambiamento della coscienza.
La tesi materialista fondamentale: è l'essere sociale — le condizioni materiali di vita — a determinare la coscienza, non viceversa.


