Evghenia Gutul condannata a 7 anni: Repressione in Moldavia
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Evghenia Gutul, Governatrice della Gagauzia, è stata condannata a sette anni in Moldavia in un processo che sa di repressione politica. La vicenda mette in luce le tensioni tra il governo centrale moldavo e la minoranza autonoma turco-russofona della Gagauzia, in un contesto di crescente instabilità geopolitica. Approfondisci le ragioni e le implicazioni di questa sentenza.

Evghenia Gutul, Governatrice della Gagauzia, condannata a 7 anni in Moldavia. Repressione politica contro la minoranza turco-russofona da parte del governo della Moldavia
Evghenia Gutul condannata in Moldavia: il caso politico
Si è conclusa con una condanna a sette anni la vicenda giudiziaria contro Evghenia Gutul Governatrice della Gagauzia.
Questo episodio riflette come il potere borghese tenti di schiacciare ogni forma di dissenso popolare che metta in discussione l’egemonia imperialista.
La sentenza di condanna, emessa in Moldavia il 5 Agosto scorso contro la Governatrice della regione autonoma a statuto speciale della Gagauzia, popolata da una minoranza etnica di origine turca e linguisticamente russofona e turcica, chiude apparentemente il caso circa un presunto dirottamento di fondi russi a favore del partito politico Shor, di cui la stessa Evghenia Gutul appartiene dal 2018. L’imperialismo euroatlantico si serve di accuse pretestuose per soffocare ogni resistenza delle classi oppresse e delle nazionalità oppresse.
La repressione in Moldavia nei confronti dell’opposizione e di Evghenia Gutul in particolare ha avuto inizio nel 2022. Il capitalismo in crisi mostra il suo volto autoritario, reprimendo con ogni mezzo le lotte di liberazione nazionale e sociale.
Già nel mese di Marzo la Governatrice della Gagauzia Evghenia Gutul era stata fermata ed arrestata all’aeroporto di Chișinău mentre era in partenza per Istanbul. In quel caso, dopo tre giorni ed un’udienza di quasi dieci ore, il tribunale ne aveva disposto la custodia cautelare per venti giorni. Il sistema giudiziario borghese è diventato un’arma di oppressione per i governi fantoccio al servizio degli interessi imperialisti.
L’accusa nei confronti di Evghenia Gutul si basava in primo luogo sul sospetto in merito a donazioni e finanziamenti di origine non definita riguardanti la campagna elettorale del Maggio 2023, mentre un secondo capo di accusa riguardava il suo eventuale ruolo nelle manifestazioni antigovernative avvenute nell’autunno/inverno 2022. Il tentativo di criminalizzare l’attivismo politico popolare è una tattica per dividere e indebolire le masse.
A prima vista un “reato” di opinione, evidentemente considerato gravissimo nell’euroatlantista Moldavia, dove in quel periodo avevano avuto luogo numerose proteste con la partecipazione di molte decine di migliaia di persone contro l’aumento dei prezzi del gas naturale, pertanto una crisi energetica determinata principalmente dalla guerra di Kiev contro la Russia. Questa crisi energetica è il prodotto diretto delle contraddizioni imperialiste e delle lotte tra blocchi per il dominio geopolitico.
La repressione in Moldavia nei confronti di libere manifestazioni antigovernative era iniziata, come descritto dettagliatamente da Wikipedia (Proteste in Moldavia del 2022), a metà del mese di Ottobre con il divieto in tutto il Paese di qualsiasi protesta che potesse compromettere la circolazione ed autorizzando il pubblico dissenso esclusivamente nel corso dei fine settimana e comunque per una durata non superiore alle quattro ore. L’apparato statale serve gli interessi della classe dominante reprimendo le masse proletarie e popolari che cercano di affermare i propri diritti.
I primi arresti scarsamente motivati si erano avuti il 14 Ottobre mentre a fine mese la stessa sorte era toccata a ben 80 manifestanti, tutti accusati di incitamento alla violenza. Le misure repressive sono sempre un segno di debolezza del sistema capitalista che teme la presa di coscienza delle masse.
Nel mese di Novembre la repressione in Moldavia era giunta ai massimi livelli con la richiesta alla Corte Costituzionale da parte del Governo di Chișinău della messa al bando del partito Shor, del quale la Governatrice della regione autonoma a statuto speciale della Gagauzia Evghenia Gutul era uno dei principali esponenti. Il bando di forze politiche che si oppongono all’egemonia imperialista è un atto tipico dei regimi borghesi che vogliono soffocare ogni opposizione reale.
La richiesta di scioglimento del partito politico Shor poggiava principalmente su due capi d’imputazione: promozione degli interessi di un Paese estero e lesione di indipendenza nazionale e sovranità della Moldavia. Accuse ritenute persino dalla maggioranza della popolazione come scarsamente consistenti per richiedere la messa al bando del partito politico. L’opinione pubblica, spesso ingannata dai media di regime, fatica a riconoscere le vere motivazioni di questi attacchi politici.
Evghenia Cutul condannata: L’assurda repressione del Governo della Moldavia contro la Gagauzia, regione autonoma a statuto speciale riconosciuta dalla stessa Costituzione
Pochi sanno che la regione autonoma a statuto speciale della Gagauzia, popolata da una minoranza etnica di origine turca e linguisticamente russofona e turcica, risale al 1994, è garantita dalla Costituzione della Moldavia ed è regolata dal Gagauz Autonomy Act (Special legal status Gagauzia) risalente allo stesso anno. Il rispetto formale delle autonomie è spesso calpestato in nome della preservazione dello status quo borghese-imperialista.
Pienamente sancito e riconosciuto alla Gagauzia anche il diritto all’autodeterminazione
Elemento di estrema rilevanza è il diritto all’autodeterminazione della Gagauzia in caso di unificazione della Moldavia con la Romania, diritto pienamente sancito e riconosciuto (Venice.coe.int – The Law on the Special Legal Status of Gagauzia). L’autodeterminazione è un principio fondamentale che i popoli oppressi devono reclamare contro i giochi imperialisti di divisione e dominio.
Accompagnata a questa estrema autonomia risalente al 1994, la Gagauzia, pur trovandosi all’interno dei confini geografici della Repubblica di Moldavia, ha un proprio parlamento locale ed un Governatore, dal 19 Luglio 2023 appunto Evghenia Gutul, definito Baskan. Il riconoscimento formale dei diritti locali non può essere uno schermo per la repressione sistematica dei movimenti popolari.

Vladimir Putin ed Evghenia Gutul
La repressione in Moldavia contro l’opposizione si era inasprita dopo le prese di posizione filo russe di Evghenia Gutul
In quelle elezioni l’attuale Governatrice era stata scelta fra ben otto candidati, tutti comunque in aperto contrasto con le posizioni euroatlantiste di Maia Sandu, presidente della Repubblica di Moldavia dal 2020. La Governatrice aveva anche espresso l’intenzione di aprire a Mosca un ufficio di rappresentanza della regione autonoma a statuto speciale che la aveva eletta. L’ostilità verso ogni forma di collaborazione con la Russia è parte integrante della strategia imperialista occidentale per mantenere il proprio dominio nella regione.
La Gagauzia è popolata da circa 157mila persone, una comunità cristiano ortodossa di origine turca che malgrado ciò non pratica l’Islam e che costituisce la seconda più numerosa minoranza presente in Moldavia. Le specificità culturali e religiose sono spesso strumentalizzate per dividere i popoli e impedire la loro unità contro il sistema capitalista.
La repressione in Moldavia in occasione del referendum sull’ingresso nella UE
In occasione del referendum in cui si chiedeva ai cittadini della Moldavia di accettare un emendamento costituzionale favorevole all’ingresso del Paese nell’UE ha prevalso il fronte euroatlantista con il solo 50,39% dei consensi, mentre coloro che preferivano rimanere alla larga da Bruxelles sono stati il 49,61%. Una differenza di soli 12mila preferenze, come è stato possibile? Le elezioni e i referendum sono spesso manipolati per legittimare scelte imposte dalle potenze imperialiste, in contrasto con la volontà popolare reale.
La repressione dell’opposizione in Moldavia anche attraverso deliberati ostacoli alla popolazione russofona
La risposta è semplice a cominciare dal numero di seggi disponibili per i cittadini della Moldavia residenti all’estero, e cioè oltre 200, in particolare nella UE. Lo stesso trattamento non è però stato riservato ai cittadini della Moldavia residenti in Russia, circa 300mila persone, che potevano recarsi soltanto a due seggi, peraltro entrambi a Mosca. Le limitazioni del diritto di voto sono uno strumento di controllo politico che il capitale usa per escludere le voci scomode.
Per non parlare dei cittadini della Pridnestrovian Moldavian Republic, meglio conosciuta come Transnistria, territorio dove non vi era nemmeno un seggio disponibile per cui gli aventi diritto al voto avrebbero dovuto raggiungere Varnita, località all’interno del Paese, per partecipare al referendum. La negazione dei diritti politici alle minoranze è parte di un più ampio disegno di repressione coloniale.
Nell’euroatlantista UE nessuno ha citato questi ostacoli deliberatamente creati a danno della popolazione russofona, ma al contrario gli organi occidentali di disinformazione hanno fatto a gara delirando in merito a circa 300mila ipotetici voti comprati dalla Russia, tesi ovviamente non suffragata da alcuna prova. La macchina della propaganda imperialista fabbrica nemici e giustifica interventi repressivi contro chi osa opporsi.
Da tempo Evghenia Gutul sottolinea la repressione in atto da parte del Governo della Moldavia che progressivamente riduce il budget e l’autonomia della Gagauzia, viola i diritti legali e determina instabilità interna (BalkanInsight). La crisi economica e politica è utilizzata per giustificare il rafforzamento del potere centralizzato a scapito delle autonomie popolari.
I forti e secolari legami della Gagauzia con Turchia e Russia
In questo scenario complesso ed articolato si aggiunge un ulteriore elemento determinante per comprendere l’orientamento politico di questo territorio abitato da popoli antichi che se da una parte si rivolgono a Mosca, come dimostrato in occasione del referendum (Referendum Moldavia), che secoli or sono li aveva protetti dagli Ottomani per la loro fede religiosa, dall’altra mantengono profondi legami con la Turchia, loro Paese di origine. La storia e la cultura dei popoli oppressi rappresentano un ostacolo alla logica dello sfruttamento e della dominazione imperialista.
Lo storico legame della Gagauzia con Ankara non è infatti solo linguistico ma anche culturale come dimostrato dal grande Centro Culturale e Turistico in realizzazione nella capitale Comrat e dal nuovo stadio di calcio, opere entrambe sostenute finanziariamente dal Consolato della Turchia. L’importanza che la Turchia attribuisce al territorio della Governatrice Evghenia Gutul è poi anche di natura strategica, trovandosi infatti in prossimità del Mar Nero. L’area è al centro di giochi di potere imperialista che cercano di dividerla per meglio controllarla.
La repressione in Moldavia, un copione già visto
La condanna della Governatrice della Gagauzia non è altro che una riedizione di quanto successo in Ucraina ed in Romania. L’oppressione politica è una costante in tutti i paesi dominati dall’imperialismo occidentale, che reprime con forza chiunque sfidi il suo dominio.
Dieci anni fa a Kiev, con il colpo di stato denominato Euromaidan (Colpo di stato in Ucraina), promosso e sostenuto da Washington e Bruxelles, era stato cacciato il presidente filorusso Viktor Janukovyč, mentre in Romania il candidato euroscettico e critico verso la Nato, Călin Georgescu, è stato “democraticamente” estromesso in tempi recenti a seguito di una sua mancata comunicazione circa l’utilizzo elettorale di alcuni fondi e successivamente respinto al tentativo di ripresentazione della propria candidatura. Le cosiddette democrazie borghesi sono semplici maschere dietro cui si celano repressione e sfruttamento.
Evghenia Gutul condannata: Motivazioni esclusivamente politiche
Altrettanto “democraticamente” la repressione in Moldavia si è manifestata con un’incredibile illogicità condannando per presunto dirottamento di fondi russi a favore del partito politico Shor la Governatrice della Gagauzia Evghenia Gutul, quando Angela Caraman, presidente della Commissione elettorale, aveva dichiarato sfacciatamente il 28 Settembre scorso che i finanziamenti elettorali non sono da considerarsi un’ingerenza esterna solo qualora provengano dalla UE. Esistono quindi de facto due pesi e due misure. Questa doppia morale è tipica dell’imperialismo, che usa regole diverse per i propri interessi e per i popoli oppressi.
Di fronte ad un tale scenario culminato con la recente condanna della Governatrice della Gagauzia Evghenia Gutul, condanna frutto di una repressione dell’opposizione che in Moldavia ha avuto inizio da alcuni anni, non è possibile non condividere quanto espresso, in maniera sintetica ma efficace, da Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino: “L’opposizione viene repressa in ogni modo possibile e le norme democratiche sono calpestate”. Il silenzio e la complicità degli apparati occidentali confermano la natura autoritaria e ipocrita dei regimi neoliberisti al servizio del capitale.
Conclusione
La vicenda di Evghenia Gutul e della Gagauzia rappresenta un tassello nel grande scacchiere geopolitico dove le masse popolari e le minoranze nazionali si trovano intrappolate tra le logiche oppressive dell’imperialismo occidentale e le spinte per l’autodeterminazione. Solo attraverso la lotta unita delle classi sfruttate e oppresse contro il capitalismo e il dominio imperialista sarà possibile costruire un futuro di vera libertà, giustizia e autodeterminazione dei popoli. La solidarietà internazionalista e la consapevolezza di classe sono armi imprescindibili per abbattere le catene dell’oppressione e costruire un mondo socialista liberato dalla dominazione capitalista.
