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La distinzione tra guerra di posizione e guerra di movimento (o guerra di manovra) è uno dei contributi strategici più importanti di Gramsci alla teoria rivoluzionaria marxista. Gramsci prende in prestito la terminologia dalla teoria militare per analizzare le diverse forme possibili di lotta politica rivoluzionaria in contesti storici differenti.
La guerra di movimento è l’attacco frontale rapido alle posizioni nemiche: un assalto diretto al potere statale quando il fronte è aperto e le riserve dell’avversario sono deboli. Gramsci identifica questa strategia con la rivoluzione bolscevica del 1917 in Russia.
La guerra di posizione, al contrario, è una guerra di trincea: un processo lento e prolungato di costruzione di forze, di egemonia culturale, di organizzazione delle masse.
La strategia rivoluzionaria nei paesi capitalistici avanzati, basata sulla costruzione prolungata dell'egemonia nel campo della società civile, contrapposta alla guerra di movimento (assalto frontale diretto al potere).


