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L’egemonia culturale è il concetto fondamentale elaborato da Antonio Gramsci nei Quaderni del carcere per spiegare perché le classi subalterne accettano spesso, in modo volontario, il dominio della classe capitalista. Gramsci distingue due forme di potere: la coercizione (l’uso della forza, lo Stato in senso stretto — esercito, polizia, tribunali) e il consenso (la direzione intellettuale e morale esercitata attraverso le istituzioni civili — chiesa, scuola, stampa, cultura, senso comune). L’egemonia è precisamente questo secondo meccanismo: il potere ottenuto attraverso il consenso.
Una classe è egemone quando riesce a far passare la propria visione del mondo — i propri valori, le proprie categorie mentali, la propria interpretazione della realtà sociale — come visione universale, naturale, di buon senso. Le idee della classe dominante diventano le idee dominanti dell’intera società. Le classi subalterne non percepiscono il proprio sfruttamento come tale: lo vivono come ordine naturale, come destino, come espressione di valori condivisi.
Gramsci distinse tra egemonia e dominio: il dominio è il potere coercitivo diretto; l’egemonia è la direzione intellettuale e morale esercitata con il consenso. Una classe veramente dominante non governa solo con la forza, ma detiene il primato culturale. Viceversa, una classe rivoluzionaria deve costruire la propria egemonia prima della conquista del potere statale.
Il concetto di egemonia è direttamente collegato alla strategia rivoluzionaria nei paesi dell’Occidente capitalista. In Occidente la società civile era robusta e permeata di istituzioni egemoniche che consolidavano il consenso borghese. La rivoluzione richiedeva dunque una lunga guerra di posizione — la costruzione di un’egemonia alternativa nel campo culturale e politico — prima che fosse possibile l’assalto frontale al potere statale.
Il processo attraverso cui la classe dominante mantiene il proprio potere non solo con la coercizione, ma ottenendo il consenso delle classi subalterne mediante il controllo della cultura, dell'ideologia e del senso comune.

