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Il diritto all’autodeterminazione delle nazioni è un principio fondamentale del marxismo-leninismo sulla questione nazionale, che Lenin sostenne con fermezza. Il principio afferma che ogni nazione oppressa ha il diritto di decidere liberamente della propria organizzazione politica, incluso il diritto alla secessione completa dallo Stato che la opprime e alla formazione di uno Stato nazionale indipendente.
Riconoscere il diritto non equivale a consigliare sistematicamente la secessione in ogni caso concreto. Il marxismo-leninismo valuta ogni situazione concretamente: in certi casi la separazione può essere la soluzione giusta; in altri, l’autonomia nell’ambito di uno Stato multinazionale può servire meglio gli interessi della classe operaia di entrambe le nazioni. Ma il riconoscimento incondizionato del diritto è la premessa necessaria della fiducia reciproca tra proletari di nazioni diverse.
Lenin criticò duramente il grande-sciovinismo russo — che negava i diritti nazionali in nome dell’unità dell’Impero — e il nazionalismo borghese delle nazioni oppresse. La posizione marxista-leninista è: difesa incondizionata dei diritti delle nazioni oppresse contro l’imperialismo, mantenendo la prospettiva della solidarietà internazionale del proletariato.
Il diritto di ogni nazione oppressa a decidere liberamente della propria organizzazione politica, incluso il diritto alla secessione e alla formazione di uno Stato indipendente.

