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Il neocolonialismo è il sistema attraverso cui le potenze imperialistiche mantengono il controllo sui paesi del Sud del mondo dopo la fine del colonialismo formale. L’indipendenza politica è reale sul piano delle forme istituzionali — una bandiera, un parlamento, un esercito nazionale — ma il dominio economico persiste e in molti casi si approfondisce attraverso meccanismi più sofisticati della colonizzazione diretta.
I meccanismi del neocolonialismo sono molteplici e si rinforzano a vicenda. Il debito estero: i paesi periferici sono intrappolati in debiti con il FMI e la Banca Mondiale che impongono “programmi di aggiustamento strutturale.” I termini di scambio ineguali: i paesi che esportano materie prime e importano manufatti ad alto valore aggiunto sono condannati al deterioramento progressivo delle loro ragioni di scambio. Le multinazionali: controllano l’estrazione e la lavorazione delle risorse naturali, rimpatriando i profitti.
Il neocolonialismo è la risposta dell’imperialismo alle lotte di liberazione nazionale del XX secolo: abbandonata l’occupazione diretta quando diventa troppo costosa politicamente e militarmente, mantiene il controllo sostanziale attraverso strumenti economici, finanziari e culturali più efficaci e meno visibili. La lotta contro il neocolonialismo è parte integrante della lotta di classe internazionale.
La forma di dominio imperialista sui paesi formalmente indipendenti attraverso il controllo economico, finanziario, militare e culturale senza occupazione diretta.
