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L’insurrezione è l’atto di forza attraverso cui le classi rivoluzionarie si impadroniscono del potere statale. Non è il risultato automatico della crisi del sistema, né un atto di volontarismo avventato: è un’arte che richiede la presenza di condizioni oggettive e soggettive precise, un’analisi corretta dei rapporti di forza, una direzione politica e militare competente.
Marx stabilì il principio che l’insurrezione, come la guerra, è un’arte: “Non si può giocare con l’insurrezione, e chi la intraprende deve andare fino in fondo.” Lenin sviluppò questa indicazione, formulando le condizioni per il passaggio all’azione: il sostegno attivo della maggioranza del popolo; la demoralizzazione delle forze nemiche; l’esitazione nei ranghi dell’esercito e della polizia; l’esistenza di una forza rivoluzionaria capace di colpire risolutamente al momento decisivo.
La rivoluzione d’ottobre del 1917 è studiata come il modello classico di insurrezione vittoriosa pianificata. Il Comitato Militare Rivoluzionario del Soviet di Pietrogrado pianificò ed eseguì l’insurrezione con concentrazione di forze sui punti nevralgici del potere statale, raggiungendo la vittoria nel volgere di poche ore e con perdite minime.
La fase armata della rivoluzione in cui le masse organizzate conquistano il potere statale; arte militare che richiede condizioni oggettive e soggettive precise.

