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Incidente ferroviario Spagna: quando il treno del capitalismo deraglia
Ancora una volta, la Spagna, dopo neanche 9 mesi, è teatro di un tragico incidente ferroviario! Dopo la tragedia di Adamuz, in cui perirono più di 40 persone, oggi siamo già a una settantina di morti e svariate centinaia di feriti. La cellula spagnola della nostra Federazione Estero ha aspettato qualche giorno per scrivere questo articolo, così da raccogliere più dati possibili. Come materialisti dialettici, dobbiamo infatti svolgere il piano della discussione su più livelli, analizzando le cause strutturali del fenomeno.
Le privatizzazioni e lo sciacallaggio politico sul nuovo incidente ferroviario in Spagna
In questo momento, in Spagna, oramai in piena campagna elettorale per le elezioni anticipate che si terranno il 29 novembre prossimo, la lotta politica si consuma intensamente sul web. La destra ha colto quest’occasione tragica per mettere in campo tutta la sua potenza di fuoco mediatica, tramite le agenzie di comunicazione a lei legate e i mass media, con l’obiettivo di accusare apertamente il Ministro dei Trasporti, Óscar Puente, degli ultimi accadimenti legato al tragico incidente ferroviario in Spagna.
Ricordiamo, a questo proposito, che dal 2001-2003 ad oggi fu dapprima il Partido Popular a votare contro la realizzazione di miglioramenti alla linea Madrid-Andalusia (la più vecchia di Spagna) e successivamente oppose il proprio veto, insieme a Vox, al potenziamento del sistema di sicurezza. In questi giorni, come sempre accade, assistiamo allo scatenamento di tecnici e macchinisti anonimi che raccontano come, dal 1992, non si sia fatto nulla per migliorare l’infrastruttura.
I dati ADIF: subappalti, tagli e responsabilità sull’incidente ferroviario in Spagna
Incominciamo dai dati: dal 2005 al 2020, ADIF (l’equivalente di RFI/FF.SS in Italia) ha perso circa 2.300 lavoratori, il 90% del personale operativo, coprendo questa carenza organica solo con esternalizzazioni e gare d’appalto. Il sindacato CGT ha calcolato che un contratto di assistenza costava al Pubblico 220 milioni di euro, mentre se fosse stato eseguito direttamente dall’azienda sarebbe costato solo 54 milioni!
Le ditte che hanno appaltato i lavori e il personale sono svariate, tutte multinazionali capitalistiche: Madrid-sur, UTE, Tecsa, Acciona, Vías y Construcciones.
La famosa saldatura che provocò l’incidente di Adamuz l’aveva fatta una ditta subappaltatrice che, a sua volta, aveva ceduto il lavoro a un’altra e così via… Un professore marxista intervistato spesso nelle TV nazionali spagnole ha detto chiaramente che, con ogni probabilità, tutte le colpe verranno scaricate sull’operatore che ha dato il via libera al treno AVE della Renfe a 200 km/h, quando il sistema aveva segnalato un treno fermo di una compagnia privata. Dietro questo gravissimo incidente ferroviario in Spagna vi è la logica del massimo profitto.
Da anni il governo Sánchez, su pressione dell’Unione Europea, ha liberalizzato le licenze ferroviarie. Ora, dove prima passavano 10 treni al giorno, ne passano cinque volte tanto, se non di più: una situazione allarmante denunciata dai sindacati che, però, a parte lo sciopero dei macchinisti, si sono sempre seduti al tavolo delle trattative coi padroni accettando briciole nei miglioramenti e soprattutto firmando accordi su promesse mai realizzate. Ricordiamo anche che, nel frattempo, il governo Sánchez ha già inviato un miliardo di euro a Zelensky a fondo perduto.
Analisi e cause strutturali dopo il nuovo incidente ferroviario in Spagna
Il professor Villarroya ha ragionato su alcuni fatti a cui l’inchiesta ufficiale dovrà dare risposte concrete:
- Perché il sistema di sicurezza, che è fatto di più compartimenti stagni in modo che se uno fallisce l’altro interviene, si è inceppato contemporaneamente?
- È vero che il sistema risale al 1992, ma fino a che non si sono liberalizzate le licenze per i privati, ha funzionato regolarmente, e il giorno dell’incidente aveva comunque fermato i treni data la caduta dei computer?
- È vero che da un po’ di tempo, dopo l’incidente di Adamuz, la linea era sotto prova di un nuovo sistema di un’impresa francese a capitale israeliano — la stessa che gestisce i servizi di sicurezza della NATO in Europa, di tutta la sicurezza nazionale spagnola, compresi i Servizi, le forze armate e la polizia?
Sono tre domande fondamentali che si aggiungono all’apagón del maggio 2025 e ai continui tagli di elettricità giornalieri dell’alta velocità, dei treni regionali e locali che portano la classe lavoratrice dalle periferie alle grandi città, senza contare la carenza di manutenzione ordinaria che aumenta il rischio di ogni incidente ferroviario in Spagna.
Il professore stesso si augura che le indagini possano rispondere a questi quesiti, fermo restando che rimane il concreto rischio che tutto venga addossato a un lavoratore del settore, il quale rifiuta di rispondere alle domande del magistrato ed è, dalle notizie diffuse, in evidente stato di choc.
La Renfe, per ritardo, rimborsa la metà del prezzo del biglietto entro due ore, e dalla terza in poi il 100%. Il prezzo medio della tratta Madrid-Siviglia varia tra i 35 e i 50 euro, c’erano più di 500 passeggeri nell’AVE: il calcolo del profitto e dei costi del disastro si fa in fretta.
Tutto questo viene ribadito dall’analisi dei nostri compagni del PCPE (Partito Comunista dei Popoli di Spagna), nostro partito fratello in terra iberica (per approfondire, leggi l’analisi sul sito ufficiale del PCPE).
Basta con il capitalismo che si regge sul sudore dei lavoratori e sul sangue degli utenti dei servizi di trasporto!
Fonti e approfondimenti
- PCPE – Las privatizaciones matan. Sus beneficios son nuestros muertos (Dichiarazione del Partito Comunista dei Popoli di Spagna)
- Wikipedia – Incidente ferroviario di Adamuz (Documentazione tecnica sul deragliamento e bilancio vittime)
* Immagine di copertina generata artificialmente
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