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Il centralismo democratico è il principio organizzativo fondamentale del partito marxista-leninista, elaborato da Lenin come sintesi di due esigenze apparentemente contraddittorie: la democrazia interna e la disciplina centralizzata. I suoi elementi costitutivi sono: elezione di tutti gli organi dirigenti dal basso verso l’alto; rendiconto periodico degli organi eletti agli elettori; disciplina di partito rigorosa con subordinazione della minoranza alla maggioranza; vincolatività delle decisioni degli organi superiori per quelli inferiori.
Il principio si articola in due fasi distinte. Prima della decisione: massima libertà di discussione. Dopo la decisione: unità di azione assoluta. La minoranza che è stata sconfitta nel voto non sabota la linea decisa dalla maggioranza, non fa ostruzione, non diffonde la propria posizione pubblicamente contro la linea del partito. Può continuare a difendere la propria posizione internamente, ma esternamente agisce in modo unificato.
Lenin si oppose con uguale energia a due deviazioni opposte: il burocratismo che soffoca la vita democratica interna, e il democratismo piccolo-borghese che dissolve la disciplina in un congresso permanente, rendendo il partito incapace di agire in modo coerente nei momenti critici.
Il principio organizzativo del partito leninista: libera discussione prima delle decisioni, unità di azione assoluta dopo; i livelli superiori vincolano quelli inferiori.

