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Serbia: Vince la Lista studentesca. Confronto con il primo M5S

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Serbia: Lista studentesca e M5S a confronto

Festeggiamenti nel centro di Belgrado

Le recenti ed estese mobilitazioni giovanili in Serbia hanno riacceso il dibattito sulle forme della protesta politica nella periferia del capitale europeo. L’affermazione della Lista studentesca serba e la progressiva radicalizzazione delle piazze contro Aleksandar Vučić rappresentano indubbiamente un momento di frattura nella stabilità politica balcanica. Tuttavia, per evitare facili entusiasmi ed estetizzazioni della protesta, si impone un’analisi politico-strutturale capace di andare oltre la narrazione superficiale dei media dominanti.

I parallelismi con la primissima fase del Movimento 5 Stelle in Italia sino chiari per chiunque osservi la composizione e la retorica del movimento serbo. Ma quali interessi di classe si nascondono davvero dietro questa spinta? E quali sono i rischi che finisca per mettere insieme classi sociali con interessi diversi, mettendo in secondo piano quelli dei lavoratori?

Le radici materiali della spinta studentesca serba

La retorica liberale riduce spesso le proteste serbe a un conflitto astratto tra “democrazia ed autocrazia” o a una generica istanza di “trasparenza”. Un’analisi attenta alle condizioni materiali mostra invece come la rabbia sociale affondi le radici nelle contraddizioni del modello di accumulazione serbo:

Periferizzazione ed estrattivismo economico: la Serbia è stata trasformata in una riserva di manodopera a basso costo per il capitale straniero e in un territorio esposto a uno sfruttamento ecologico ed estrattivo intensivo. (vedere articolo su Rio Tinto)

Precarizzazione della forza-lavoro giovanile: la gioventù studentesca e proletaria affronta la prospettiva della disoccupazione, del lavoro nei servizi deregolamentati o dell’emigrazione coatta verso il centro capitalistico europeo.

Il sistema clientelare come macchina di accumulazione: la corruzione non è un’anomalia morale, ma lo strumento concreto con cui l’oligarchia burocratica gestisce la redistribuzione delle risorse ed esercita il controllo sociale. (Vedere il nostro articolo su Geox in Serbia)

In questo contesto, la Lista studentesca in Serbia ha saputo catalizzare un malessere reale, trasformando la frustrazione in organizzazione. Tuttavia, la sua natura sociale rimane contraddittoria.

La parabola del M5S come monito: l’illusione del trasversalismo

Il confronto tra l’esperienza serba attuale e l’origine del Movimento 5 Stelle italiano (2007-2013) evidenzia analogie formali stringenti, ma soprattutto identifica i medesimi limiti di fondo.

Il M5S nacque come risposta interclassista alla crisi del capitalismo finanziario del 2008 e al crollo di legittimità della classe politica borghese italiana. La sua formula poggiava sulla delegittimazione della “Casta”, sull’illusione della democrazia diretta e sul rifiuto delle categorie di destra e sinistra.

 

Categoria d’Analisi

Lista Studentesca Serbia

Origini M5S (Italia)

Composizione Sociale

Piccola borghesia urbana, studenti, ceto medio impoverito

Blocco sociale eterogeneo: precari, piccoli proprietari, delusi

Obiettivo Dichiarato

Smantellamento del regime autocratico e della corruzione

Moralizzazione dello Stato e abbattimento dei privilegi della Casta

Limiti Ideologici

Rifiuto dell’inquadramento ideologico; tendenza al civismo

Post-ideologismo, retorica del “né di destra né di sinistra”

Rapporto col Capitale

Assenza di una critica strutturale al modello di produzione

Incapacità di scalzare i vincoli macroeconomici e di mercato

 

L’incapacità di incidere sui rapporti di produzione

L’insegnamento fondamentale che trae chiunque analizzi la vicenda del M5S è che la retorica dell'”onestà” non costituisce una teoria politica. Senza una critica dei rapporti di produzione e senza una chiara collocazione di classe, qualsiasi movimento trasversale finisce per riassorbirsi nelle compatibilità del sistema istituzionale borghese.

Se la spinta della protesta serba non supererà l’orizzonte del moralismo anticorruzione, rischierà di essere strumentalizzata dalle frazioni liberali dell’opposizione o di trasformarsi in una mera valvola di sfogo istituzionale.

Nodi strategici per il salto di qualità politico

Affinché la mobilitazione possa evolvere in un reale processo di trasformazione, occorre superare alcune criticità strutturali:

Saldatura con la classe lavoratrice: il movimento studentesco, pur combattivo, non possiede la leva economica per bloccare i processi di valorizzazione del capitale. Soltanto la saldatura con i lavoratori dell’industria, dei trasporti e della logistica può convertire la protesta di piazza in potere contrattuale reale.

Superamento dell’illusione europeista: l’Unione Europea viene spesso idealizzata come garanzia di progresso e diritti, ignorando che le direttive comunitarie e le politiche di austerity sono le prime responsabili della precarizzazione dell’Europa.

Costruzione dell’organizzazione autonoma: in assenza di un’avanguardia organizzata e dotata di un’analisi di classe rigorosa, le energie della piazza vengono inesorabilmente riassorbite dal riformismo o dalla reazione.

Considerazioni conclusive

Le piazze della Serbia dimostrano ancora una volta la vitalità del potenziale conflittuale delle giovani generazioni. Tuttavia, la storia recente dei movimenti spontanei e trasversali — dal M5S alle rivoluzioni colorate — ci avverte che la sola indignazione non è sufficiente.

Senza il passaggio dal moralismo al conflitto di classe, dal civismo all’organizzazione politica di lavoratori e studenti, il cambio della guardia al potere non intaccherà i meccanismi dell’asservimento economico.

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