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Investimenti cinesi in Serbia: Vučić insignito dell’Ordine dell’Amicizia da Xi Jinping
Durante la visita in Cina il Presidente della Serbia Aleksandar Vučić insignito dell’Ordine dell’Amicizia da Xi Jinping. Questo prestigioso riconoscimento conseguito da Aleksandar Vučić a conferma di un legame consolidato nel tempo e ora sancito come amicizia d’acciaio, determinerà nuovi accordi commerciali bilaterali, grandi progetti infrastrutturali ed industriali quali l’offerta da parte di Pechino per la costruzione di un reattore nucleare modulare (Smr) oltre ad €950 milioni di capitali freschi sotto forma di investimenti cinesi in Serbia. Senza contare la fabbrica di robot umanoidi che a luglio consentirà a Belgrado di iniziarne la produzione, prima nel continente europeo a farlo, un altro degli accordi commerciali sottoscritti dalla Serbia che nello specifico implica la formazione specialistica che svariate centinaia di operai potranno ricevere in Cina. L’Ordine dell’Amicizia è la più alta onorificenza che la Cina riservi a cittadini stranieri.
Investimenti cinesi in Serbia: oltre 8 miliardi di euro e 40 mila lavoratori impiegati
A questo proposito è importante sottolineare la presenza economica cinese in questo Paese dei Balcani occidentali dove gli investimenti cinesi sino ad ora realizzati assommano a circa €8 miliardi mentre per quanto riguarda l’aspetto occupazionale sono ben 40mila i lavoratori impiegati dalle 37 società di Pechino presenti in Serbia. Fra queste le principali sono Zijin Copper con €2,7 miliardi, Zijin Mining con €2,2 miliardi, Linglong International Europe con €800 milioni, Hbis Group Serbia Iron & Steel con €166 milioni e Xingyu Automotive Lighting Systems con €137 milioni. Il partenariato strategico fra Pechino e Belgrado non si fonda solo su investimenti ed accordi commerciali ma anche su collaborazioni che, come avvenuto nella scorsa estate, hanno determinato articolate esercitazioni militari. L’amicizia d’acciaio con la Cina si fonda anche sulla radicata sovranità e neutralità militare della Serbia. La scorsa estate abbiamo infatti dedicato un articolo all’operazione “Peacekeeper 2025”, le prime esercitazioni militari congiunte all’insegna dei concetti di neutralità, integrità territoriale e sovranità ribaditi peraltro in una risoluzione parlamentare di Belgrado nel 2007 e sottolineati nel 2021 in “Defence Strategy of the Republic of Serbia”. Alla luce di partenariato strategico ed accordi commerciali con la Cina, Belgrado ha effettuato nel corso degli ultimi quattro anni acquisti di sei velivoli senza pilota CH-92A, CH-95 e di tre sistemi di difesa aerea FK-3 oltre a sistemi missilistici terra-aria a medio raggio FK-3 ed a corto raggio HQ-17AE finalizzati al potenziamento delle capacità di difesa aerea del Paese. I nuovi investimenti cinesi in Serbia saranno di circa €950 milioni e creeranno oltre 1.600 posti di lavoro. Quanto annunciato dal Presidente Aleksandar Vučić al suo rientro dalla visita di cinque giorni in Cina è di estrema rilevanza anche a fronte del calo subito dagli Ide nel Paese balcanico nel corso del 2025 (vedi link: Calo di produzione industriale ed Investimenti Diretti Esteri) comunque da attribuire anche ad incertezza politica e macroeconomica.
Amicizia d’acciaio tra Cina e Serbia: cooperazione militare e neutralità strategica
La visita di Aleksandar Vučić è avvenuta in occasione del decimo anniversario del partenariato strategico avviato da Belgrado e Pechino e consolidato con la sottoscrizione del documento di cooperazione alla base del programma Via della Seta o Belt and Road Initiative (Bri). In quella fase era stato uno dei primi Paesi del continente europeo ad aderirvi ed ora la Serbia è considerata l’avamposto della Via della Seta nei Balcani occidentali oltre che hub ideale per l’integrazione delle aziende cinesi nelle catene del valore europee anche in virtù dell’accordo di libero scambio vigente dal 2024 fra Cina e Serbia. I successi di Aleksandar Vučić con nuovi accordi commerciali ed investimenti cinesi mentre si profilano le elezioni anticipate d’autunno. A fronte di divieto del terzo mandato Aleksandar Vučić, Presidente della Serbia nel corso degli ultimi 12 anni, non esclude di puntare alla carica di Primo Ministro dimettendosi per tempo al fine di partecipare alla campagna elettorale come capolista del Partito progressista serbo (Sns) in testa ai sondaggi con circa il 40%. Convinto assertore della priorità occupazionale, Aleksandar Vučić potrebbe consolidare il proprio potere malgrado le proteste e l’opposizione frammentata proprio in virtù del sostegno ottenuto negli anni ed ora confermato in termini di nuovi investimenti, accordi commerciali e prestiti per miliardi di euro erogati da Pechino a sostegno delle imprese coinvolte in progetti infrastrutturali quali la ferrovia ad alta velocità Belgrado-Budapest parte essenza del Corridoio Paneuropeo. Canale di collegamento ed amicizia d’acciaio con Pechino principale investitore estero ma anche profonda neutralità militare e storico legame con Mosca. Fra i principali accordi commerciali fra Serbia e Cina quello con l’azienda hi-tech Mint Group specializzata in componenti automotive oltre ad incontri con una decina di imprese di vari settori interessate a partecipare ai crescenti investimenti cinesi in Serbia.
Nel frattempo l’Ue sta valutando nuove misure protezioniste
Il “Made in Europe Act” è una delle possibili soluzioni che l’Ue sta ipotizzando per tutelare alcuni segmenti di mercato limitando l’accesso dei prodotti della Cina, misure destinate anche a colpire investimenti esteri nei settori di energia solare, batterie e veicoli elettrici prevenendo per ultimo la concorrenza sleale.
Le conseguenze delle misure UE sugli investimenti cinesi in Serbia
Le nuove regole dell’Ue indirizzate alla protezione dalla concorrenza della Cina non potranno che avere ricadute negative su Belgrado e limitare la cooperazione con Pechino secondo l’opinione di Bojan Stanić, vice direttore della Camera di Commercia della Serbia. Le quote volute da Bruxelles nel 2019 sulle importazioni di acciaio da Paesi extra Ue hanno causato passività all’acciaieria di Smederevo finanziata dalla cinese Hbis. Tutto ciò malgrado i recenti accordi commerciali accompagnati dagli importanti investimenti cinesi che Aleksandar Vučić ha saputo capitalizzare alla luce dell’antica amicizia d’acciaio che lega Serbia e Cina. Non resta a questo punto che attendere l’evoluzione delle nuove possibili regole di Bruxelles che riguarderebbero comunque anche le joint-ventures con investitori extra Ue limitandone la proprietà al 49%.
Ancora una volta ci troviamo davanti a quello che dalla caduta del Muto noi comunisti ml diciamo: quando, nelle sezioni del PCI traditore delle classi lavoratrici si festeggiava stappando spumante in quel novembre nefasto per il socialismo e poi ancora si godeva a destra e manca, quando D’Alema diede la base di Aviano per far partire i bombardieri NATO su Belgrado e sganciare i loro confetti di morte, l’unico scopo del capitalismo imperialista, come da parole del grande compagno Lenin, era allargare Mercato e territori al capitalismo finanziario. A distanza di 32 anni, quando nell’ex Jugoslavia la ferita è ancora aperta, la NATO e i suoi Servizi stanno cercando di continuare a fomentare “primavere” finte” l’unica via, che continuiamo a sottolineare da sempre, è il ritorno al socialismo, con i mezzi di produzione in mano alla classe lavoratrice. Lo stile Cinese multipolare è l’unica soluzione, per il momento per risolvere la situazione contro Bruxellese e Washington D.C.