Lenin (Vladimir Ilyich Ulyanov)

Vladimir Ilyich Ulyanov, detto Lenin, nacque a Simbirsk il 22 aprile 1870. Nel 1887 il fratello maggiore Aleksandr fu impiccato per aver partecipato a un attentato contro lo zar Alessandro III. Questo fatto segnò Lenin: capì che la via del terrorismo individuale non poteva liberare il popolo russo e si orientò verso il marxismo. Si laureò in giurisprudenza a San Pietroburgo nel 1891 e si impegnò nel lavoro politico clandestino tra gli operai.
Nel 1895 fondò a San Pietroburgo l’Unione di lotta per l’emancipazione della classe operaia. Arrestato, fu deportato in Siberia, dove scrisse Lo sviluppo del capitalismo in Russia (1899), dimostrando che la Russia era già entrata nell’orbita del capitalismo. Uscito dalla Siberia, fondò il giornale Iskra, attorno al quale organizzò le forze rivoluzionarie del partito.
Nel 1902 pubblicò Che fare?: solo un’organizzazione di rivoluzionari di professione, strutturata sul centralismo democratico, può guidare il proletariato alla conquista del potere. Al II Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (1903) si formò la frattura tra bolscevichi, guidati da Lenin, e menscevichi. Questa divisione rifletteva due linee politiche inconciliabili: quella rivoluzionaria e quella opportunista.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914, quando la maggior parte dei partiti della Seconda Internazionale votò i crediti di guerra ai propri governi borghesi, Lenin definì quella guerra imperialista e trasformabile in guerra civile rivoluzionaria, combattendo il social-sciovinismo senza ambiguità. Nell’aprile 1917 tornò in Russia e presentò le Tesi di aprile, indicando che il passo necessario era il passaggio dalla rivoluzione democratico-borghese alla rivoluzione socialista. Guidò il Partito Bolscevico alla conquista del potere il 25 ottobre 1917. Nacque il primo Stato socialista della storia.
Lenin diresse il governo sovietico attraverso la guerra civile, l’intervento straniero e la carestia, elaborando la Nuova Politica Economica per ricostruire l’economia. Morì il 21 gennaio 1924, dopo due anni di malattia. Aveva sviluppato il marxismo in una nuova fase storica — quella dell’imperialismo — e aveva dimostrato che la rivoluzione socialista era possibile anche in un paese non industrialmente avanzato.
Opere principali
Che fare? (1902)
Un passo avanti, due passi indietro (1904)
Materialismo ed empiriocriticismo (1909)
Stato e rivoluzione (1917)
Imperialismo, stadio supremo del capitalismo (1916)
L’estremismo, malattia infantile del comunismo (1920)
Le tesi di aprile (1917)
Il crollo della Seconda Internazionale (1915)
Il diritto delle nazioni all’autodeterminazione (1914)
Il capitalismo di Stato e il piano economico (1921)
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