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Introduzione: Pietro Secchia – “I Crociati della menzogna” (1950)
“Non da oggi la stampa è un potente strumento di cui si serve la classe dominante per mantenere la sua dittatura. Il grande capitale non domina solo con le banche, i monopoli, il potere finanziario, il tribunale e la polizia, ma con i mezzi quasi illimitati della sua propaganda e della corruzione ideologica. Mai, però, coma oggi il malcostume della stampa capitalista si è manifestato in forme così volgari e abiette.
Vi fu un’epoca, agli inizi dell’età moderna, fino alle rivoluzioni del secolo XVIII in cui, come ebbe a scrivere Lenin, la lotta per la libertà di stampa ebbe la sua grandezza perché era la parola d’ordine della democrazia progressiva in lotta contro le monarchie assolute, il feudalesimo e la Chiesa. Ma nella fase di decadenza del capitalismo la stampa conservatrice e reazionaria ha perduto ogni senso morale e ogni pudore.
Il giornalismo al servizio dei gruppi imperialisti è una forma corrente di prostituzione. Il capitalismo in putrefazione ha bisogno per reggersi di mentire continuamente. La realtà lo accusa: dunque deve essere falsificata. La fabbrica della menzogna è diventata arte, tecnica, norma di vita.
Non si deve sottovalutare il pericolo rappresentato dalla propaganda e dalle menzogne del nemico. La menzogna, anche la più grossolana riesce sempre, soprattutto quando a insistentemente ripetuta, a ingannare una parte dell’opinione pubblica.
La ripetizione sino all’abbrutimento su quasi tutti i giornali e alla radio della stessa notizia falsa, riesce quasi sempre a disorientare, a creare confusione, a falsare il giudizio non solo degli ingenui, ma anche di molte persona di spirito.
Quanti, ad esempio, il 25 giugno u. s. e dopo, hanno finito per credere che i coreani del Nord avessero aggredito i coreani del sud! Non l’hanno detto e ripetuto ogni giorno, ogni ora con esasperante monotonia la radio e il 90 per cento dei giornali? Ciò che è stampato, nero su bianco, ha sempre agli occhi del grande pubblico un valore di verità.
Questa tecnica della menzogna ereditata dall’hitlerismo e dal fascismo è metodicamente applicata e monopolizzata dalla propaganda americana. La stampa è diventata, nei paesi del Patto atlantico, un’industria di montaggio con produzione standardizzata.”
Partiamo da questo discorso del compagno Pietro Secchia che è di un’attualità imbarazzante. La propaganda capitalista ha usufruito, dai ’70 dell’altro secolo in poi della forza: dapprima della TV pubblica, poi commerciale ed infine dell’avvento di internet e degli Smart phone. Questo perché aveva bisogno di diffondere, non solo l’anticomunismo, ma l’idea di un mondo, soprattutto nord-americano, dove tutto era bello, variopinto e democratico.
Per fare questo ha dovuto però prima di tutto abbattere quelli che erano i simboli storici nati dalla rivoluzione di ottobre che ha creato il socialismo reale ed è l’unica che ha sconfitto il capitalismo imperialismo.
Dopo aver speso trilioni di dollari per abbattere a novembre del ’92 il muro a Berlino, la persecuzione contro i simboli comunisti ha continuato velocemente, mentre la ex Jugoslavia veniva insanguinata da una guerra civile creata dall’occidente perché dei fratelli e sorelle si uccidessero tra di loro, i primi simboli ad essere abbattuti a est furono: la bandiera russa, laddove era possibile le statue ed edifici che ricordavano quella rivoluzione che in “10 giorni sconvolse il mondo” citazione dal titolo del famoso libro del compagno giornalista americano John Reed sepolto al Cremlino, ma soprattutto la creazione di quella rete di costruzione di finte cattedrali occidentali del consumo per ammorbare le menti e le pance degli ex comunisti.
Il primo grande evento fu l’inaugurazione sulla Piazza Rossa a Mosca di un Mac Donald e poi via via sottoporre la Russia e gli ex stati satelliti ad una profonda trasformazione tramite un bombardamento mediatico che uccidesse i simboli che per settantanni avevano imperato nella nazione. La ex URSS diventò CSI all’inizio e la prima cosa fu cambiare la bandiera, perché quello di cui ha bisogno il capitalismo è togliere subito i simboli di quello che ha deciso essere un suo nemico storico.
Questa è anche la ragione per cui, fin dall’inizio del liberismo, 1971, ai primi posti del programma, esattamente come nella P2, l’idea era di cambiare le cose conquistando prima i settori dove i proletari erano più presenti: istruzione e cultura, intellettuali e media, militari e think thank. Tuttora ci si rende conto come, il sistema che ha creato il “populismo” si basa su una comunicazione, soprattutto visiva proprio di una simbologia occidentale ossessiva, che viene ripresa continuamente nelle serie tv che vengono da oltreoceano.
Ci si potrebbe fermare per giorni ad elencare come il sistema capitalistico moderno abbia usato la simbologia e in questo caso le marche o i brand come dicono gli anglosassoni per conquistare quelle fette di periferie abbandonate dalla sinistra che si dichiarava comunista e che erano la base del voto del vecchio PCI.
A questo proposito i libri della giornalista anglo/canadese Naomi Klein, su tutti “No Logo”, vero manifesto del movimento No Global chiamato anche M15, sono esplicativi dal punto di vista dell’informazione e dei fatti sull’ascesa del mondo del brand nelle popolazioni, soprattutto emigranti, che vengono assuefatti dall’appartenenza ad un marchio di abbigliamento particolare che serve come vera e propria “divisa” e icona nei confronti degli altri.
Negli anni ‘80/’90 furono le periferie delle megalopoli statunitense a forte immigrazione come Los Angeles o NYC a esprimere questo concetto con i Rapper, che, di fatto, presero il posto che a metà degli anni settanta, dei Punk. Questi due, veri fenomeni dal punto di vista del capitalismo e suo simbolismo per creare le prime finte “primavere rivoluzionarie anarchiche tendenti al fascismo”.
Analizzeremo qui di seguito un excursus sul simbolismo dai tempi antichi ai nostri giorni ed alla sua importanza politica e sociale per creare consenso. La storia è sempre utile per fare l’analisi politica delle ere umane.
Prima parte: origini e storia del simbolismo
Simbolismo: “In psicanalisi, la rappresentazione di un contenuto inconscio e latente mediante l’uso di un simbolo.” Questa la definizione che da la famosa Enciclopedia Treccani dell’argomento che ci interessa analizzare dal punto di vista storico.
I primi vagiti del simbolismo si possono trovare nella notte dei tempi, fin da quando si ha la cognizione dell’avvento dell’essere umano sulla terra. I ritrovamenti da moltissimo tempo di disegni sulle pareti delle caverne ne sono la testimonianza, tanto che il concetto di Tribù è legato al Totem.
Una statua o similare che rappresenta qualcosa di sovrannaturale come un dio, ma anche un qualcosa che serve da aggregazione di un popolo. Le civiltà Mesopotamiche o del Nilo come quelle Precolombiane usarono, nella loro scrittura, simboli. Come non dimenticare poi le civiltà orientali che, tuttora, nel loro alfabeto usano caratteri che rimandano ai simboli.
La prima civiltà che modernamente si occupa di regolare e costruire una società basata su principi diversi e canoni nuovi è quella ellenica. Pur mantenendo il Paganesimo come base religiosa, i Greci inventano di fatto i prodromi di quella che da allora si chiama Democrazia, appunto la sua etimologia significa “governo del popolo”, laddove si incomincia a intravedere un sistema di governo in cui “la sovranità è esercitata, indirettamente o direttamente, dall’insieme dei cittadini” (Wikipedia).
La civiltà greca, per la prima volta, metteva al centro degli interessi della vita della nazione la Polis, cioè la famosa città stato dove l’Agorà ne era il centro nevralgico. Quale fu il simbolismo di quel grande e irripetibile periodo? Lea arti in tutta la sua forma che influenzavano la vita dei cittadini. Certo nell’antica Grecia c’erano gli schiavi e si faceva molta guerra, non poteva essere diversamente visto il periodo storico, però la base simbolica era la Conoscenza e lo sviluppo filosofico della società.
Purtroppo dietro la democrazia, come sempre è successo, essendo molto complessa e fondamentalmente contro la natura dell’essere umano che è egocentrica, quasi sempre finisce con la dittatura.
Però simboli come il Partenone o tantissimi altri lasciati dalla civiltà ellenica, non solo oggi li possiamo ancora vedere, anche se ruderi, ma sono stati la base dell’inizio della creazione di Roma e del suo Impero. I primi romani furono molto influenzati, dapprima dagli Etruschi e poi dai Greci. 753 anni prima di Cristo chi fondò quella che sarebbe diventata la “Caput Mundi” per eccellenza, si abbeverò alle culture sopra citate.
La prima grande impostazione democratica che abbiamo è la Repubblica, proprio sull’esempio di Atene e delle Polis della Magna Grecia. Fino all’arrivo di quello che diverrà il simbolo mondiale della cristianità, la croce, il grande Impero sarà pagano e i suoi simboli saranno degli Dei; Costantino, imperatore che perderà l’impero d’occidente dopo più di mille anni di storia, difatti si trasferirà nella città sul Bosforo che porterà il suo nome.
L’impero d’oriente durerà altri mille anni! Da quel momento la storia del mondo sarebbe cambiata diversamente, proprio grazie al simbolo della cristianità.Proprio quest’ultima simboleggiò il famoso Sacro Romano Impero Carolingio e le Crociate. Qui bisogna soffermarsi un poco per spiegare bene: dal punto di vista simbolico, Le Crociate, furono sicuramente il punto di riferimento cristiano per una delle prime operazioni di allargamento di Mercato che portarono all’embrione di quella condizione socio-economica-politica della nuova società medioevale. Il mercantilismo.
Mi voglio spiegare meglio però. Le Crociate prendono origine dal periodo nero del primo medioevo chiamato Castellanza. Ci ricordiamo tutti la frase “mille non più mille”, in cui la profezia diceva che dopo la svolta del primo millennio tutto sarebbe finito.
L’impero Carolingio aveva respinto le orde barbare che fin dall’epoca Romana occupavano il centro-sud della Europa di allora (ricordiamo che Carlo Magno fu uno dei primi grandi fautori dell’Europa unita di allora!), purtroppo dopo la sua morte successe quello che spesso accade ai grandi imperi che si dividono per il potere.
Durante il periodo dei primi tre secoli del nuovo millennio avviene che i popoli si arroccano dentro e dietro le mura dei territori feudatari. Il Feudalesimo avviene per vari motivi, uno quello appena accennato sopra, il secondo che le varie fazioni delle prebende che il nuovo grande impero, comandato dal Vaticano di Roma, crea la prima grande disintegrazione che porterà tutto il continente europeo a dividersi.
Ognuno degli assegnatari del proprio territorio feudale ovviamente difende come può quest’ultimo, nascono così dazi e dogane. Gli stesi principi feudatari saranno coloro i quali decideranno di sovvenzionare privatamente le Crociate contro i mori. Qui nascono le prime comunità bancarie, gli eserciti che ognuno di loro riuscirà a mettere in piedi vengono finanziati con l’ipoteca dei propri averi. Addirittura gli embrioni degli istituti finanziari creano dei lasciapassare per prendere denaro lungo il viaggio fino a Gerusalemme, di fatto creando il bancomat primordiale.
La religione anche in quel frangente è una grandissima scusa per conquistare la via mediterranea e invade commercialmente il Medio-Oriente e liberarsi lo spazio a est del continente. Difatti chi guadagnerà di più da quelle guerre, oltre l’allontanamento dei mori dall’Europa, saranno proprio i nuovi mercanti dell’alto medioevo che condurranno direttamente la storia fino alla scoperta dell’America da parte di colombo a quasi fine millequattrocento, guarda caso periodo in cui inizia la cesura dell’età moderna, quella che consacrerà, da un lato il prodromo del capitalismo e dall’altra l’avvento del primo illuminismo.
Ma andiamo con ordine tornando al simbolismo. I nuovi ordini cavallereschi nati dalle crociate che devono difendere la cristianità sono i veri possessori dei simboli verso il popolo. Il nuovo desiderio economico dei mercanti e trafficanti forma una nuova casta sociale che fino ad allora era stata attaccata alle braghe dei feudatari e che invece, finalmente si crea e prospera: la piccola, media e grande borghesia (La parola deriva da borghi, cioè i quartieri sorti all’esterno delle mura che poi venivano inglobati con il successivo allargamento cittadino, poiché talora la borghesia, a causa della non elevata disponibilità finanziaria, non poteva permettersi di abitare nel centro cittadino dove abitavano i nobili, ed era così costretta ad abitare più in periferia, in questo caso fuori dalle mura, cioè nei quartieri chiamati appunto borghi. Il nome italiano deriva dall’appellativo nel linguaggio usato nella Francia settentrionale, in alcune zone della Germania e nelle Fiandre “burgenses” che divenne in francese “bourgeois” e in tedesco “Bürger”).
Questa definizione presa da Wikipedia è necessaria per noi comunisti perché sarà la base delle teorie di Marx nel Capitale. I nuovi assetti geopolitici creatisi dopo la spartizione dell’Impero Romano d’oriente vedevano sicuramente ai primi posti di tale conquiste alcune signorie mercantili italiane, in primis quelle che si attestavano sotto la Repubblica di Venezia (che di fatto durerà fino alla campagna italiana napoleonica!).
Quello che c’è da registrare nell’ambito di questo periodo di circa tre secoli è che c’è, ad un certo punto, un piccolo tentativo rivoluzionario da parte delle corporazioni, che avevano come capi in testa gli artigiani, molti di loro ex lavoranti diventati padroncini e autonomi dentro le città castello degli ultimi feudatari.
Diventati basilari nella vita e nei commerci delle città all’interno dello spartiacque tra feudalesimo e società delle Signorie, cercano di fronteggiare lo strapotere capitalistico dei signorotti creando la famosa fase sociale dei Comuni. L’ Italia ne è la capostipite, però purtroppo la forte influenza della chiesa ancora una volta avrà il sopravvento, creando quelle divisioni da contrade, tipiche del carattere della penisola italica, che sfoceranno poi a dividerla in guelfi e ghibellini. (cioè chi starà a favore o contro il Papa).
Sorte diversa avverrà nell’Europa centro-nordica, dove proprio queste divisioni porteranno a guerre molto lunghe e all’avvento, non da poco, del Protestantesimo, che nasce dai Principi anglosassoni, che creerà quella frattura che dal concilio di Trento non si è più sanata. Però prima di addentrarsi nell’età Moderna, soffermiamoci sui nuovi fenomeni sociali della fine del Medio Evo.
La prima grande borghesia che nasce è quella che si forma tra grandi armatori e banchieri che si mischiano con il vecchio potere ecclesiastico e notarile. Quest’ultimi erano gli assoluti detentori del potere da sempre, l’invenzione della stampa di Gutenberg (il primo testo stampato fu la Bibbia, con le scritture del Nuovo Testamento) non fa che rafforzarne lo stesso. Perché? Semplice. Perché tutto quello che riguardava le istituzioni del sapere erano in mano a loro. La formazione di nuovi classi sociali che abbiamo visto prima e le prime scaramucce contro la chiesa di Roma, assumono un’importanza simbolica importantissima.
Il Vaticano dopo secoli in cui il suo potere viene messo seriamente in discussione è costretto a rifugiarsi nelle Signorie, almeno le prime, per difendersi. Invece la piccola borghesia? Anch’essa si difende come può, ma l’arrivo dei nuovi commerci e l’afflusso di denaro forma la cellula che la porterà a fare il lavoro sporco delle altre che le stanno sopra. Questo si noterà di più nell’Evo prossimo che andrà dal 1500 fino alla rivoluzione Francese di fine 1700. Tre secoli fondamentali per l’umanità e il simbolismo.
Con l’Età Moderna si pongono cesure importanti nella storia dell’umanità: sicuramente la prima è quella della creazione di quella classe minoritaria che Marx chiamerà Proletariato. La seconda la differenziazione che quest’ultima incomincerà a tenere con il ceto borghese creatosi con l’avvento di corti immense e di Imperi che, nel corso dei secoli, diventeranno colonialisti e schiavisti, creando tutti i presupposti per quella che diventerà un giorno la lotta di classe. Come non dimenticare cosa rappresenti la Rivoluzione borghese francese con i suoi simboli?
Come non dimenticare cosa ne seguì alla sua fine? L’Impero Napoleonico, le Guerre di Successione che ci porteranno al Congresso di Vienna portano dietro di sé simboli importantissimi per la storia dell’umanità. Intanto entra con forza, per la prima volta, il simbolo che cambierà la storia del capitalismo e dell’uomo degli ultimi tre secoli: quel triangolo con l’occhio che sta impresso nel Dollaro, da quel momento il mondo non sarà più come prima come sappiamo.
L’intrusione degli USA dopo la guerra di Secessione nelle sorti delle popolazioni mondiali fu come la meteorite di ancestrale memoria del Big Bang sulla terra!
La forza materiale ed industriale degli USA nell’irrompere nella storia del XIX secolo grazie alla schiavitù che gli permise di produrre a prezzi bassissimi, creò i prodromi del capitalismo più imperialista che la storia conosca. Parlando di simboli non possiamo dimenticare la cosiddetta frase «arrivano i nostri». Come dimenticare tutta la filmografia sui cowboy, la conquista del West, gli assalti degli Indiani Pellerossa alle diligenze, ecc.
È soprattutto una icona di cui pochi parlano: la famosa scena in cui il buono o il cattivo non importa chi sia pagano qualcuno nel bene e nel male perché faccia qualcosa o dia informazioni? Una azione che per la coscienza europea non esisteva ma, nell’hollywoodiano essere yankee significava simbolicamente due cose:
1)che ogni essere umano ha un prezzo bravo o cattivo che sia
2)il potere del denaro supera qualsiasi ideologia e giustifica qualsiasi nefandezza per raggiungere l’obiettivo.
Il secolo successivo, il XX, farà si di far esplodere tutto questo. Prima e dopo le due guerre mondiali si creano alcune condizioni simbolistiche di eguale importanza, ma la matrice simbolistica è sempre la medesima. L’avvento prepotente dei media dal 1916 in cui il Presidente USA Wilson crea, per la prima volta, una vera agenzia di stampa e propaganda per l’entrata in guerra del suo paese per aiutare i capitalisti capitanati da Winston Churchill che cercavano di spartirsi l’Impero Ottomano.
Ma come noi bene sappiamo irrompe una cosa a cui tutti loro non erano preparati: la Rivoluzione russa marxista-leninista ed il Comunismo. Questa cosa scombussola talmente le carte che improvvisamente a Versailles si ha una fretta incredibile per chiudere i trattati al più presto senza che le diplomazie, che avevo promesso alla Germania un trattamento particolare, per far si che l’Occidente possa preparare una offensiva contro l’URSS. Le cronache giornalistiche di allora ci riferiscono che ci fu all’ultimo momento un cambiamento, ben pochi ambasciatori parteciparono alla conferenza, vennero mandati al loro posto economisti, affaristi e banchieri, tra cui Keynes.
Da questo punto in poi i simboli, da ambo le parti, incominceranno ad avere una importanza basilare. I milioni di dollari che gli USA insieme ad i suoi amici Occidentali investiranno per incrementare la industria del loro simbolo capitalista crediamo sia senza cifre ufficiali. Cinema, mass media e tutto quello che riguarda la comunicazione e non solo sarà sempre e solo mirato all’abbattimento dell’idea marxista-leninista del Socialismo reale derivante dalla rivoluzione comunista.
A fare da companatico a queste iniziative le guerre che gli stessi produrranno in tutto il mondo per l’abbattimento di ogni focolare rivoluzionario con milioni e milioni di morti. Non si poteva fare a meno di questo riassunto della storia per poter poi introdurre il prossimo capitolo e capire di cosa stiamo parlando.
Radio e TV: l’invenzione della propaganda simbolistica di massa.
Come abbiamo osservato nel capitolo precedente sappiamo che, fino agli inizi del ‘900 la lettura di massa non esisteva. Nonostante alcuni regni Europei avessero iniziato una scolarizzazione che potesse raggiungere tutta la popolazione, l’analfabetismo rimaneva e solo le persone appartenenti a ceti alti e medi avevamo l’accesso alla cultura in tutti i suoi aspetti.
La prima Rivoluzione Industriale aveva già raggruppato nelle grandi metropoli, specialmente del centro-nord europeo, le prime migrazioni dalle campagne per lavorare nelle fabbriche. La seconda all’inizio del secolo XX fece si di formare e rinforzare le classi sociali: da una parte i “Padroni“ dall’altra la classe operaia. In mezzo, si formerà la cosiddetta Middle Class Inglese. Che era sempre esistita ma, da questo punto in poi, assumerà un carattere di potere pesante per la sua convivenza con i nuovi capitalisti industriali.
Incominciano le prime lotte operaie e le rivendicazioni salariali cercano di fare breccia. L’industria che si era inventata la catena di montaggio (Fordismo) incomincia a produrre molto di più di quello che fosse mai stato prodotto in termini materiali ma, soprattutto economici. (La Borsa assumerà d’ora in poi un valore importante perché i grandi investimenti privati fatti, soprattutto per costruire le infrastrutture negli USA, vogliono il loro tornaconto con i profitti, i debiti soprattutto lasciati dalla guerra di Secessione).
I nuovi mondi al di là dei due grandi Oceani: Atlantico e Pacifico e le colonie della vecchia Europa, forniscono prodotti e manovalanza a basso costo così da accentuare la disparità tra le classi suddette. Dal 1848 prepotentemente si sta imponendo una nuova idea di uguaglianza e rivoluzione che prende il nome di Comunismo e che nasce dal suo Manifesto, pubblicato proprio in Inghilterra da Marx e Engels. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo con l’invenzione del telefono e della fotografia si sviluppano le prime embrionali forme di comunicazione di massa. Nasceranno i fotoreporters. D’ora in poi la comunicazione accelererà verso quello che vediamo oggi.
Durante la Belle Époque che segue la prima guerra mondiale in cui usi e costumi cambiano vorticosamente grazie all’avvento in Europa di tantissimi Americani, specialmente a Parigi. Questo nuovo modo di vivere ricalca il loro e incomincia il primo American Way of Life che porterà alla Grande Depressione del 1929. In questo periodo si consacra non solo la mondanità ma, i media, prendono vigore e spessore. La radio assume una valenza basilare. Quasi ogni famiglia ne possiede una in casa, anche nei luoghi più remoti.
Tanto per fare un esempio nel 1927 si conia in USA la parola Soap Opera, che d’ora in poi sarà sinonimo di serial, dapprima radiofonico e poi televisivo. Questo perché la prima, che in italiano si chiama Sentieri, era sponsorizzata da una famosa ditta di saponette. Durante la Depressione farà compagnia ai milioni di disoccupati negli States.
Nel frattempo abbiamo le dittature fasciste che circondano l’Europa e si intravvedono i prodromi della seconda guerra mondiale. Proprio la grande comunicazione di massa simbolista ha fatto da mantice, soffiando sul fuoco populista di Mussolini, Hitler e Franco. La croce uncinata, i fasci e il giogo con le frecce erano i simboli che il potere nazifascista esercitava sul popolo. Certo il nostro Duce italico creò l’EIAR, a cui partecipava la FIAT come azionista ma, il merito maggiore va sicuramente a Goebbels.
Il famoso capo della stampa e propaganda nazista fu il primo ha capire l’importanza della stessa e i suoi impatti psicologici sulla gente. Il feldmaresciallo aveva studiato i media americani, in special modo la nouvelle vague del giornalismo d’assalto e il suo potere. Ricordiamo come le immagini, sotto forma soprattutto cinematografiche assumessero la principale fonte del populismo nazista così come le adunate di massa.
Il direttore teutonico della Propaganda era informato che, gli Inglesi, stavano sperimentando una nuova forma di comunicazione che prendeva il nome di TV. Fece fare esperimenti ma, purtroppo per lui, i soldi e i mezzi spropositati che costava la guerra su più fronti della sua nazione, fecero fermare gli sperimenti sulla televisione.
“Arma Letale” del capitalismo e simbolo, dopo i film hollywoodiani, del nuovo potere mediatico Statunitense dagli anni ’50 in poi. Il secolo che ci ha preceduto è stato quello che sicuramente ha sancito il simbolo massimo dei mass-media.
Tanto quanto il secolo dei Lumi lo fu per le scoperte scientifiche. Dopo la TV l’invenzione di internet e del Computer sicuramente sono le basi su cui il simbolismo ha raggiunto il massimo “splendore“.
Il Secolo XX e la comunicazione al servizio del capitale.
La Rivoluzione Russa, l’URSS che diventa la seconda potenza del mondo, vince la guerra respingendo il pericolo nazifascista, supera gli USA in pochi anni nella ricerca scientifica, manda per prima animali, uomini e donne nello spazio. Le sconfitte degli Stati Uniti in Corea, Cuba e Vietnam; la creazione del muro di Berlino e la resistenza che il Revisionismo trova nel far breccia nei popoli europei, nuoce sicuramente a chi vede il cosiddetto Impero del Male come fuoco negli occhi per poterlo abbattere definitivamente.
La Rivoluzione culturale sessantottina in Europa ma anche nelle Università Americane crea degli effetti devastanti per i simboli del capitalismo: pacifismo, sete di uguaglianza tra i popoli, nuovi movimenti musicali e culturali e l’Era dell’Acquario accompagnate dalle lotte operaie e studentesche spazzano via in pochissimo tempo il vivere borghese, i suoi miti e soprattutto i suoi simboli. Pensiamo al famoso simbolo della pace cosa ha significato per quella generazione! Ho quello del viso del Che.
Possiamo sicuramente affermare che quello fu sicuramente il periodo in cui la borghesia retrocedette sotto i colpi dell’avanzante nuovo movimento rivoluzionario. Essa aveva bisogno di riaffermare i suoi simboli di denaro e competizione. Imperialismo coloniale e creazione di nuovi schiavi per il suo profitto.
Ebbene per poterlo fare però aveva bisogno dei suoi simboli. Le altre volte era stato facile, si creava una guerra per cercare di distruggere il comunismo. Le batoste subite però ora non permettevano monetariamente di poter ricominciare questo giochetto.
Gli scandali dalla morte di JFK a MLK, Bob Kennedy a Malcom x, avevano minato la credibilità dello zio Sam nel mondo occidentale. Non ultimo l’intervento in Cile e in tutto il centro-america, dove tramite la CIA si finanziavano colpi di stato e messa al potere di dittatori sanguinari. Serviva un cambio di rotta che salvasse l’immagine della nazione a stelle e strisce. L’ultimo scandalo del Watergate aveva destabilizzato questa immagine e i suoi simboli dell’ ”arrivano i nostri”.
Il vecchio continente poi sembrava allontanarsi dall’American Way of Life creando sistemi sociali con il Welfare come primo obbiettivo. A sorpresa nel 1976 viene eletto uno dei pochi presidenti socialisti della storia degli USA: Jimmy Carter. Si pensa quindi che la nazione finalmente, memore di quello successo nei decenni precedenti, possa svoltare verso un contesto sociale nuovo ed una politica estera che metta da parte esercito e guerre. Però non si tenne conto di quello che già stava avvenendo nei servizi segreti, non solo Americani, ma di tutto l’occidente.
Giusto nell’anno della sua elezione viene abolita la legge sul Maccartismo, alcune riforme sanciscono che forse l’America sia alla svolta. In Europa sembra che la stessa socialdemocrazia abbia aiutato a far cadere le dittature che ancora rimanevano: Portogallo, Grecia e Spagna accompagnandole democraticamente senza violenze in nome delle rivoluzioni bianche, in un processo di ripresa dei diritti costituzionali antifascisti.
Allora com’è che in cinque anni il capitalismo riesce a ribaltare il tavolo e far si che agli inizi dell’80 vengano eletti Reagan e la Thatcher, nuovi simboli della deregulation al servizio del capitale? Sempre i servizi segreti occidentali avevano avuto un loro “doppio fondo” all’interno, durante la guerra fredda, che sta volgendo al termine; le spie create da scrittori tutti ex agenti segreti durante e dopo la seconda guerra mondiale, avevano creato a d’uopo personaggi, da 007 in poi, sia letterari che da cinematografo che riflettevano il solito concetto: “noi siamo i buoni e di là tutti i cattivi che cercano di attaccare il nostro bellissimo stile di vita”.
Ora non potevano più aspettare, bisognava passare all’azione, come? Appunto con il famoso doppio livello, in Italia si chiamava Gladio per esempio, bisognava cambiare rotta. Così inizia la famosa era del Terrorismo. Italia, Germania, Irlanda del nord, Spagna sono le principali nazioni dove l’infiltrazione nei movimenti rivoluzionari portano al disgregamento degli stessi.
Mentre il piano blue sky da una parte ha sancito la sua vittoria (milioni di uomini e donne in preda alle conseguenze della droga butta sul mercato a poco prezzo o sono morti oppure sono in stati quasi vegetativi, così che molti altri, vi dicono niente nomi come Stephen King, Bill Clinton, Steve Jobs? Solo per citarne tre a caso, diventano invece emblemi del nuovo capitalismo.Improvvisamente tutta la società occidentale e pervasa da un cambio radicale imposto dalle nuove élite, il nuovo corso cominciato nelle università, vere fucine di simbolismo, dal pensiero di Adam Smith e dei Boys di Chicago mette le basi per i decenni a venire.
Dopo la cura a base di droga i cambiamenti avvengono anche nelle arti: la musica Punk e la Disco avvolgono le nuove generazioni giovanili proletarie in una sorta di limbo scandito dalle prime radio e TV libere, che dopo un inizio “rivoluzionario” diventano preda delle industrie editoriali capitalistiche visto il ruolo che ricoprono, sono il primo vero passo verso la commercializzazione all’americana del prodotto radiotelevisivo: pubblicità massiccia, spettacoli e telefilm comprati direttamente dagli States, ecc.
Insomma le risate e i pianti finti incominciano a permeare la società che cambia in senso consumistico. Come non affermare che in due lustri i simboli proposti sono quelli dell’edonismo più sfrenato! Nel frattempo si svolgono dei cambiamenti epocali a cui la gente assiste in maniera completamente asservita e quasi ubriaca.
Di fatto la nuova generazione nata col boom economico viene fatta rimbalzare per quanto riguardava i temi legati alla rivoluzione, il simbolismo aveva ucciso definitivamente l’ambiente pacifista (morte John Lennon per esempio) creandone una nuova che sembrava aver dimenticato lotte di resistenza e guerre, solo dedita al divertimento.
La grande forza mediatica espressa dal capitalismo, pari a quella militare mette in campo tutto quello che ha a disposizione nei suoi arsenali! Gli infiltrati, nel tempo, hanno fatto il loro sporco lavoro e creato le condizioni del cambiamento, negli anni che vanno fino alla caduta dell’URSS e dell’est comunista la parte progressista di Hollywood perde tutto il suo potere, in parte detenuto dalla sinistra ebrea e antifascista, per lasciare posto alla recrudescenza dell’aggressione capitalistica fatta di film patinati sul sesso, Rambi, ecc., la ha già seguito la rotta commerciale da tempo, resistono alcuni programmi, ma più perché fanno ancora un po’ di audience, ma ancora per poco.
Inizia così un periodo di riconquista del terreno perduto, programmato e studiato a tavolino per far si di far retrocedere qualsiasi forma di pensiero rivoluzionario. Ma in questo caso i dittatori cambiano faccia ed aspetto: si chiamano giornalisti, autori, cantanti, presentatori, registi e tutti quelli che dovranno far parte del Barnum mediatico. Questa volta i mitra ed i cannoni diventano gli stessi protagonisti involontari che finiscono nel calderone.
Si nasconde tutto questo con la parola Cambiamento. Nei cinque anni che intercorrono tra la presidenza Carter e l’elezione dell’ex divo di Hollywood Reagan alla Casa Bianca, come già accennato, viene rivoltata la frittata precedentemente fatta dal capitalismo. In quel lustro si prepara il terreno per l’arrivo dell’ex cow-boy del grande schermo e non solo. Reagan è stato negli anni ’50 è 60 il capo del sindacato fascista degli attori di Hollywood che ha contribuito a denunciare, durante il Maccartismo, la cospirazione comunista in seno alle Mayor di Los Angeles.
Finanziato dall’ala destra del Congresso e dai servizi occulti che fanno capo alla congregazione dei Cristiani Combattenti Suprematisti degli stati del sud degli USA, la stessa che mise su Bush padre e figlio insomma alla Casa Bianca, quella del Ku Klux Klan, ecc., esegue il suo sporco lavoro insieme al Ben Hur di Cinecittà: Charlton Heston, capo del sindacato delle fabbriche d’armi negli USA. (fonte Moore regista). Insieme aloro ovvio personaggi come John Wayne e tanti altri che sempre sono stati schierati a destra.
Ora bisogna passare a raccogliere la “vincita” dalla lotteria socialdemocratica Europea che è stata finanziata immettendo altri miliardi di dollari ma, questa volta, sotto forma di impiego massiccio della mafia a tutti i suoi livelli. Si finanziano illecitamente tutti i governi dei principali paesi e si incominciano a gettare, insieme alle varie massonerie, la presa di potere mediatico. Dall’altra parte della Manica è molto più facile, perché l’Inghilterra vive una recessione molto forte e la conservatrice Margaret Tatcher è la designata per togliere il potere ai Laburisti sinistrorsi sulle tensioni del popolo del momento.
Mentre il resto della UE vive un periodo florido economico e in cui si stanno cambiando le Costituzioni per privatizzare le banche e le industrie nazionali, l’Inghilterra sta affondando in una situazione di stagnazione economica. A Bruxelles si stanno ponendo in marcia tutti gli elementi necessari per abbattere il muro di Berlino e creare un nuovo grande MEC, questa volta formato da decine di nazione in cui la finanza la fa da padrone.
La Dama di Ferro, così soprannominata, sarà, insieme a Reagan e Gorbaciov la vera artefice della fine del comunismo. Più simbolico di questo! Gli ultimi vent’ anni del 1900 e l’avvento degli anni 2.0 e loro nuovi simboli. Alla fine del secolo scorso una giornalista canadese scrive quello che rimane un Manifesto contro quello che è diventato il sinonimo di nuovo simbolo: il marchio o con una locuzione Inglese chiamato Brand.
La borghesia aveva inventato La Globalizzazione. Una parola che significava la pluralità degli abitanti del mondo, dello svincolo libero di merci e gente in nome di una globalità che, era solo finta, perché nascondeva il vero programma del nuovo capitalismo finanziario. Ma andiamo con ordine. Eravamo agli albori degli anni ’80. Nel 1978 viene eletto come nuovo Papa, dopo la strana morte di Papa Luciani, colui che rappresenterà nel mondo l’anticomunismo più forte: Papa Woytila.
Il Pontefice giramondo polacco che sarà una delle principali teste di ponte per l’abbattimento dell’URSS e dei governi dell’Est Europa. Sarà colui il quale, grazie all’ OPUS, insedierà Monsignor Marcinkus a capo dello IOR, con tutto quello che ne conseguirà. Con la New Economy incomincia la era delle Partite Iva. Le Banche improvvisamente incominciano ad erogare prestiti a tutto spiano e a fare investire in fondi dal guadagno altissimo tutti quanti: specialmente pensionati e operai che hanno stipendi fissi.
Quella che avevano chiamato Globalizzazione serve solo per aprire nuovi orizzonti materiali allo sviluppo del capitalismo. La nuova media- borghesia che è nata dal New Deal Finanziario Americano che immette miliardi di dollari sul mercato è la peggiore che si possa credere perché manca di una base deontologica e culturale: quindi è avida e spietata. Nascono i lavoratori autonomi del Multilevel (attenzione a questa locuzione inglese perché diventerà il vero simbolo anche della politica e dei partiti finanziati dai milionari): forse a molti suona come una parola della lingua Inglese ma è la nuova parola d’ordine del lavoro.
Cioè si basa sul concetto che ci sia qualcuno all’alto della piramide che investe e a cascata qualcun altro che lavora solo per guadagnare a provvigione.
Così un esercito di nuovi lavoratori si butta sul mercato incrementando il valore ed il profitto di qualsiasi cosa. L’avvento di Internet velocizza di fatto è vero le informazioni globali ma, dall’altro lato incrementa la Nuova Economia.
Il popolo mondiale si ritrova in una centrifuga come era successo esattamente tra le due guerre con la Belle Époque. Anche in questo caso il capitalismo sfrutta il simbolismo per far si che le persone possano credere di vivere in questo Bengodi. Soprattutto il capitalismo nuovo ha bisogno che la globalizzazione sia l’emblema simbolico del Dio Denaro così innalza le sue piramidi per dimostrare la sua potenza e soprattutto, chiunque viaggi nel mondo, deve poter vedere sempre le solite cattedrali.
Il primo Mc Donald’s italiano è datato 1985. Dalla caduta del Muro nel Novembre 1919 e il disfacimento delle ex repubbliche Socialiste il passo è breve. Nella ex Jugoslavia si assiste ad una guerra civile fomentata e finanziata, come negli anni a venire in Medio Oriente, dal capitale borghese. Mentre i cannoni tuonano e fumano ancora il 7 febbraio 1992 a Maastricht si firma l’omonimo trattato che di fatto crea i presupposti per una Europa unita che prevede l’abolizione delle frontiere e la creazione di una pseudomoneta dal nome Ecu.
Anche allora si prospetta simbolicamente appunto, grazie alla forza dei nuovi media commerciali privati, che il libero scambio aiuterà i popoli Europei ha diventare più ricchi grazie anche all ’abbattimento di quell’ Impero del Male tanto odiato da Reagan. Ricordiamo a questo proposito, per quanto ci riguarda, la Bolognina che fu per noi l’inizio della fine. Mai come allora l’abbattimento dei simboli del comunismo da parte del nemico borghese assumono una importanza strategica.
Ricordiamo tutti come i vari TG passassero continuamente non solo la morte di un leader come Ceausescu ma, l’abbattimento delle statue di Lenin e Stalin, il cannoneggiamento del parlamento russo, il cambio di nome delle città che ricordassero i due padri del comunismo e della Rivoluzione ma soprattutto il cambio della bandiera e del nome.
Le finte indipendenze delle ex repubbliche con ennesime divisioni di popoli che avevamo vissuto insieme senza problemi per decenni e il ladrocinio delle grandi risorse energetiche e industriali di quella che era stata la seconda potenza mondiale, da parte di sedicenti nuovi ricchi che approfittano della disgregazione ideologica di quegli anni per arraffarsi tutto, rendono le cose agli occhi del popolo europeo come fosse assolutamente giusto e normale tutto quello che stava succedendo.
Tanto avevamo il prosciutto negli occhi accecati dalla nuova ricchezza che tutto passa esattamente come desiderato dal nuovo ordine mondiale capitalista mediatico. Come si vedono i morti in tv così subito dopo la pubblicità di un pannolino o un modello o una top model pubblicizzano prodotti di largo consumo. Ed è proprio in questi anni che si forma una nuova ennesima generazione assuefatta a quel credo liberista e legata ai marchi. Qui torniamo al discorso iniziale su di essi e a “No Logo“ della Klein.
Negli ultimi quindici anni l’accelerazione dei governi socialdemocratici per la privatizzazione delle industrie statali per poterle vendere a poco prezzo ai nuovi capitalisti che si nascondono nelle innumerevoli finte società fantasma che fanno capo a multinazionali che da allora in poi incominceranno ad avere una importanza decisiva nel mondo capitalista e non solo. Le banche statali vengono assorbite dalle fauci delle grandi potentate banche straniere oppure formano tra di loro dei trust di grandi capitali, così avviene nel commercio con la creazioni delle cattedrali consumistiche.
I nuovi simboli han fatto breccia perché la gente vive costantemente abbagliata da luci che gli ricordano subdolamente quanto è bello vivere in pace, senza guerre ed avere tanto. L’immissione di nuova bassa manovalanza emigrante dall’est e dall’Africa così come avevano fatto le vecchie nazioni colonialiste europee, crea una situazione in cui questi pagati poco creano molto più profitto di quello che succedeva. Negli anni ’80 poi una intera generazione nata nel boom economico della metà degli anni ’60 è quasi completamente distrutta dalle “stragi del sabato sera“.
I numeri sono impietosi per quegli anni: circa 4000 morti all’anno e decine di migliaia di feriti e mutilati! Dopo l’eroina facile dei ’70 ora abbiamo una immensa presenza della cocaina a tutti livelli. La mafia ha cambiato strategia, alleandosi con i grandi cartelli sud americani e invadendo l’Europa, naturalmente corrompendo tutto l’establishment politico e militare che conta. Alcool e droga nuovamente sono la principale causa di circa 40 mila decessi fino alla fine del 1980.
Sostituiti negli ultimi 30 anni, con aumento esponenziale negli ultimi quindici anni, delle morti sul lavoro, parliamo di decine di migliaia di lavoratori morti solo nella UE!
Questa volta la New Generation che porterà il mondo alle soglie del 2000 ha studiato in scuole dove la storia viene distorta completamente. I nuovi componenti elettronici hanno invaso la stessa facendogli vivere una vita virtuale.
I nuovi politici sono frutto di una selezione effettuati tra persone scaltre e appartenenti a potentati economici, la loro presenza televisiva o sui media di tutti i tipi incomincia ad essere massiccia e giornaliera raccontando sempre e comunque che: “noi guardiamo alla più grande democrazia del mondo che si chiama USA per poter far si che la libertà in ogni sua manifestazione faccia parte della nostra vita e che lo spettro comunista che ci ha perseguitato per decenni possa allontanarsi“.
Il primo grande teorizzatore della presenza televisiva e mediatica fu JFK che vinse le presidenziali del 1960 recuperando terreno sul suo avversario, Richard Nixon, grazie alla tv. Da quel momento gli americani avrebbero scelto sempre grazie ad essa il loro presidente. Le bugie con numeri falsi, promesse non mantenute, proclami ad alta voce per convincere l’elettorato con campagne elettorali miliardarie diventano il nuovo diktat.
I nuovi padroni della politica sono anche padroni, in alcuni casi dei media stessi, oppure rappresentano lobby industriali o finanziarie. L’americanizzazione della politica alle soglie del 2000 sta compiendo il suo ultimo atto anche se, sacche di resistenza esistono ancora. I loro simboli svettano oramai dappertutto ed in tutte le forme. Sono riusciti ad estendere il loro potere come una grande mano su quasi tutto quello che prima era di proprietà degli stati sociali e quindi del popolo stesso.
L’importante era riuscire a far passare un pensiero unico e monopolista. Chi cerca di contrapporsi sia politicamente che fisicamente viene messo a tacere con le buone o con le cattive. Ma non è ancora abbastanza perché l’opera sia compiuta. Si sono buttati i semi per dare l’ultima accelerata che incomincerà l’11 Settembre 2001…
Il XXI secolo e il ritorno ad un nuovo medio evo simbolistico.
«I tempi in cui viviamo sono così pericolosi e distorti nella pubblica percezione, che la propaganda non è più, come Edward Bernays la definì, un “governo invisibile”, ma è il governo stesso, che governa direttamente senza timore di essere contraddetto; il suo scopo principale è conquistare noi, il nostro senso del mondo, la nostra capacità di separare la verità dalle menzogne.» (John Pilger)
Il primo anno del nuovo secolo, quello che avrebbe dovuto portare l’umanità ad una elevazione di civiltà e progresso culturale e tecnologico comincia con il famoso attacco alle Torri Gemelle del Financial District di NYC. Dal giorno dopo l’accelerazione mediatica cambia totalmente forma. Come avevamo accennato alla fine del capitolo precedente anche le ultime poche forme di resistenza mediatica cedono sotto l’incalzare prepotente e roboante dei media Occidentali americanizzati.
Sembra un nuovo D-Day. Le bocche da fuoco sono così tante e prepotenti che è difficile per le masse sfuggirgli. Oramai giornali, tg, talk show e radio, in barba ha qualsiasi etica giornalistica propagano come un’onda, tutti i giorni e a tutte le ore le menzogne preconfezionate sapendo di mentire. Di sottofondo a tutto questo imperversano le guerre che l’occidente propina nel mondo, ma sembrano un asterisco in mezzo alla pubblicità, ai giochini, ai telefilm e ai notiziari.
Qui viene da pensare a George Orwell (vero nome Eric Arthur Blair) e il suo “1984” preso ad esempio da anni dai populisti per tramare contro il potere, senza sapere che il libro come “La fattoria degli animali” furono scritti contro il comunismo sovietico, d’altronde egli stesso fu membro dell’MI6 e fervido anticomunista legato alla corrente trotzkista.
Pensiamo solo agli annunci governativi contro la droga, l’alcool, il bullismo, ecc., tutti sappiamo che puzzano di ipocrisia e falsità ma vengono dosati nei tempi giusti e che contano.
Naturalmente in nome del famoso motto di Broadway “the show must go on“. Come non ricordare il famoso monologo di Quinto Potere in cui il presentatore racconta che la tv non solo è finzione ma, ci dice come mangiare, dormire, far l’amore, ecc. La prima Guerra del Kuwait era stato il primo evento mediatico virtuale di un conflitto.
Ma la la guerra in Iraq diventa, a tutti gli effetti, l’evento che a differenza della devastazione psicologica che aveva avuto la Guerra nel Vietnam, una appendice nella vita dei popoli Occidentali che si consuma tranquillamente a tavola o nei locali come fosse un Hot-Dog. La nuova generazione di persone virtuali è nata. Nel ventennio 1980/2000 si era assistito alla graduale intrusione della tv, in puro stile yankee, nella vita di tutti i giorni.
La cosiddetta “Trash tv“, tv spazzatura, imperversava facendo diventare i soggetti alienati alle sue volontà. Inutile qui ripercorrere la escalation di suddetta sublimazione. Diciamo che inizia una nuova parte del piano capitalista per ammorbidire ancora di più le menti e prepararle al nuovo attacco simbolico-mediatico. Il nuovo testamento della simbologia ha bisogno di far partecipare attivamente la massa ai suoi programmi televisivi e radiofonici. Ha bisogno di far vedere che sta accanto alla gente, per la gente e che il Sogno Americano si può avverare. Per far questo utilizza la nuova generazione di post adolescenti tecnologici. Gli mette in bocca un nuovo linguaggio, li veste e li ciba come desidera. Così fa nella politica e nei posti di comando.
La meritocrazia viene assolutamente dimenticata per far posto a personaggi che raggiungono posizioni di prestigio in tutti i campi senza nessun tipo di merito evidente che non sia l’appartenenza ad un gruppo ben preciso. Soprattutto gente che sia ricattabile, in quanto arrivata dove non poteva solo tramite le amicizie e il suo cinismo egocentrico… Crea nuovi tipi di lavori sconosciuti fino ad ora. Persone totalmente vendute al sistema mediatico, tramite le sue trasmissioni diventano famosissimi e fanno da cassa di risonanza del motto famoso della Grande Mela di Warhol: “il quarto d’ora di fama“.
Quindi tutto quello che passa in tv è verità. Come il titolo di un famoso programma “Tutto quanto fa spettacolo“. Inizia una decerebrazione di massa che non tiene conto di niente e nessuno. L’ignoranza la fa da padrone, cioè, intesa come ignorare la realtà. In questo momento i simboli cambiano e non si presentano più come prima. Prima erano subdoli e celati, d’ora in poi sono palesi. Senza ritegno, abbiamo conduttori, giornalisti, persone di ceto medio e basso, tutti comunque che hanno da dire qualcosa su tutto e tutti.
Nasce una miscellanea di fiumi di notizie grette e senza costrutto ma, riescono a creare quella confusione mentale che crea una dipendenza assoluta dalla tv. Niente di nuovo, già PPP scriveva sul Corriere della Sera nel 1973: «Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana.» Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni interne all’organizzazione borghese:
1)la rivoluzione delle infrastrutture
2)la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno oramai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Le periferie e la provincia arricchita sono la nuova fucina del mondo virtuale televisivo e radiofonico. Qui crediamo sia giusto sottolineare invece come, decenni prima, fossero state invece la “base“ su cui i partiti di massa, DC e PCI anche se in maniera contrapposta e con finalità differenti, costruirono il loro consenso.
Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione, il Centro ha assimilato a sé l’intero paese che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza.
Ha imposto cioè – come dicevamo – i suoi modelli ed i suoi simboli: che sono voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.
Il simbolo principale da questo momento in poi e una finta uguaglianza tra i popoli. Una finta rivoluzione ugualitaria che accomuni tutti sotto lo stesso ed unico pensiero. La produzione hollywoodiana ha inondato per decenni le nuove TV commerciali ora incomincia un nuovo periodo in cui le stesse TV producono e vendono prodotti televisivi confezionati uguali per tutti.
LeTV nazionali oramai soggiogate dalla politica e suoi voleri producono finction su fatti storici del proprio paese rivisitandoli in maniera assolutamente falsa a livello storico, creando quindi nuovi presupposti perché la gente dimentichi quello che è successo realmente. Nasce una nuova lingua, quasi universale che abbraccia tutto l’arco consumistico dell’Occidente, di cui fanno parte integrante gli ex paesi del blocco comunista.
La nuova società consumistica capitalistica ha bisogno di un pretesto, come sempre ha avuto nella storia, per scatenare non solo le guerre e colonizzare ma, questa volta di una medianicità che non ci sia mai stata prima. Da metà degli anni ’90 è nato internet e quindici anni dopo circa si sviluppa la società dei Social network. Il quarto d’ora di celebrità finalmente assume proporzioni inaspettate. Parallelo a tutto questo si è sviluppata la cosiddetta Web Economy. Le multinazionali dopo essersi impossessate dei media sono passati a gestire tutto quello che riguarda la spesa via internet.
Si è fatto passare il progresso tecnologico per la libertà. Libertà di dire e fare sul Web quello che si pensa. La borghesia sfrutta a suo piacimento questo strumento non solo per controllare il mondo intero ma, anche, come possiamo ricordare per le famose finte rivoluzioni Arabe chiamate Primavere, tanto per fare un esempio. La velocità con cui viaggiano le notizie fa si di inondare miliardi di persone in un click, quindi manna dal cielo per chi deve gestire il potere mediatico.
La crisi del 2008 non fa che accentuare tutto questo. Il capitalismo borghese ha bisogno di legittimare i suoi interventi militari e convogliare le notizie come meglio crede per combattere ogni nascente controinformazione. Masse di persone, non importa sia l’argomento, regolarmente si riuniscono in una realtà virtuale per inveire, piangere, gioire, insultare, pregare, ecc. in una forma che produce danni irreparabili. Credo sia utile ricordare come molti ragazzi e non solo si sono suicidati per essere dei “diversi”.
Le persone non riescono più a distinguere il bene o il male, intesi come informazione. L’assuefazione è compiuta così tanto che oramai anche in famiglia, sul lavoro, d’dappertutto si parla e ragiona mediaticamente. Se non sei mediatico sei tagliato fuori. In un bellissimo libro del compianto Michael Ende autore della “Storia Infinita”, dal titolo“ Momo”, si racconta la storia di un futuro ipotetico in cui una bambina salva il mondo e le persone aprendo le casseforti giganti che contenevano il tempo che gli era stato rubato. Quando lo scrisse, alla fine degli anni ’70, forse non immaginava che sarebbe esattamente successo.
Far si che le persone non avessero più tempo per dedicarsi a pensare criticamente. Solo pensare egoisticamente al proprio benessere di vita e divertimento. Il cinismo e l’individualismo. I nuovi simbolismi della seconda decade del XXI secolo.
Dal 2010 il capitalismo ha spinto sull’acceleratore per concludere il lavoro incominciato decenni prima per poter creare un nuovo feudalesimo.
Intanto la avanzata economica dei BRICS nel panorama del capitalismo mondiale e le nuove società socialiste sud americane, in primis il Venezuela di Chavez incominciavano a minare il colonialismo targato Washington D.C. Sicuramente un fatto che gli USA non avevamo messo in conto dopo la caduta del Muro. La crisi economica cominciata nel 2008 con i mutui Subprime proprio nel Paese che aveva creato il Liberismo sfrenato metteva i bastoni tra le ruote del nuovo capitalismo finanziario che aveva fatto profitti enormi con la globalizzazione.
In questi decenni le industrie manifatturiere avevano deciso di puntare, non alla innovazione ma, solo esclusivamente sugli investimenti finanziari. Da anni le multinazionali dettano legge in tutti i campi. Un centinaio di queste detengono il denaro di quasi tutto il mondo. I loro tentacoli si sono sparsi in tutti i settori: dal manifatturiero all’alimentare, dalla agricoltura alla chimica, ma soprattutto nei due poteri del comando mondiali: energia e armi. Loro stesse posseggono eserciti privati di centinaia di migliaia di uomini equipaggiatissimi.
Il feudalesimo vero moderno è proprio questo. I politici rappresentano i signorotti. I quali hanno provveduto, negli anni, ha spolpare gli stati privatizzando tutto quello che si poteva delle aziende nazionali. Le nuove tecnologie permettono alla finanza di spostare grandi flussi di denaro in un “Click“. Ci sovviene il famoso discorso di M. Douglas/Genko nel film del regista Oliver Stone dal titolo “Wall Street.”
La parola chiave si chiama Avidità. Ecco che cosa ha sfruttato il capitalismo di nuova generazione del Liberismo. Come sempre avevano fatto le grandi nazioni colonialiste da Cristoforo Colombo in poi, la nuova colonizzazione ora usava metodi diversi e simboli diversi. Però tutto quanto rimaneva immutato per quanto riguardava i popoli oppressi.
Nell’Occidente più progredito la tassazione sui cittadini meno abbienti assumeva proporzioni mastodontiche per far capire chi veramente comandava. Il feudo-capitalismo dal 2010 in poi assume nuove sembianze ma la base per la conquista sono sempre le guerre. Per conquistare nuovi territori e mercati il nuovo potentato costituito dalla miscellanea di USA & UE scatena la guerra in Medio-Oriente che aspettava da anni. La scusa la conosciamo già: la cosiddetta esportazione della democrazia occidentale!
L’Europa e gli Usa con l’appoggio dello stato di Israele, istituiscono una immensa congrega per attaccare ed eliminare gli stati che non fanno più comodo.
Questa nuova ondata guerrafondaia deve essere però sostenuta non solo da massicci investimenti finanziari ma, come sempre, da un’altrettanta invasione mediatica. In questi ultimi anni il simbolismo cambia totalmente. Il capitalismo sta vivendo una delle più profonde catastrofi finanziarie della sua storia.
L’abbassamento del saggio di profitto fa si che bisogna accelerare il processo per cercare di salvare il salvabile. Nell’arco di pochi decenni il consumo sfrenato di energia sta creando non pochi problemi di approvvigionamento per le nazioni americanizzate occidentali, includendo il Giappone. L’invecchiamento di alcune generazioni non permettono più quel ricambio che una volta era dato dalle guerre mondiali cadenzate ogni 20/30 anni. Urge quindi trovare nuovi Asset.
I popoli che fino a poco tempo fa potevano usufruire di tanto denaro, improvvisamente, schiacciati dai licenziamenti, diritti sociali sospesi e quanto altro incominciano a ribellarsi. Si sente parlare di nuovo di Rivoluzione. Ecco però che dal cilindro del prestigiatore capitalista esce il coniglio. Questa parola che per più secoli ha significato un cambiamento totale della società, viene presa dall’Houdinì capitalista è trasformata in una insignificante metafora. Come? Semplicemente creando i nuovi simboli che la possano rappresentare.
Nuovi movimenti politici si affacciano all’orizzonte, che usano parole semplici e populiste. Si parla di società civile come se c’è ne fosse una incivile. Nell’ultimo lustro cambiano anche i simboli tematici culturali: cinema e teatro rimangono fermi senza evolversi verso qualcosa di nuovo; la pubblicità da aggressiva e porno soft si fa avvolgente e melliflua. La parola “Tua da“ sovraintende tutti gli spot come se tutto fosse semplice e regalato.
La letteratura si fa spiccia ma, attenzione, continuativa. Cioè nascono autori sconosciuti che creano le Saghe per grandi e piccini in modo da tenerli legati per libri e libri. Il cinema si appropria di questi trasformandoli subito in film grandiosi. Sempre più tutto è improntato al fantasy. Vengono ripresi temi vecchi: maghi e fattucchiere, mostri e draghi, esseri soprannaturali e alieni, ecc. Si crea una ennesima nuova generazione che non riesce criticamente a ragionare. Tutto viene messo e vissuto come una fantasia unica.
La musica stessa oramai riveste solo marginalmente la vita delle persone. Cantanti e canzoni si consumano nell’arco di poco tempo. I nuovi simboli sono: pettegolezzi, bisticci, assassinii. Si cerca di far passare le cose peggiori come assolutamente normali. Tutto viene trattato con il cloroformio. Viene trasmesso e messo in rete di tutto. L’importante non è più la maestosità dei programmi ma, la loro autorevolezza. La gente stufa di tutto si ritrova oramai solo nel mezzo televisivo.
Donne, uomini, bambini, adolescenti e ragazzi pendono dalle labbra di presentatori e giornalisti. In tv si tratta tutto; tanto che i verdetti che vengono dati diventano verità. La politica oramai si fa lì, dentro il tubo catodico. I nuovi movimenti nascono proprio in esso. Il nuovo ordine mondiale è la pacatezza. Dopo urla per decenni tutto si affievolisce. Le trasmissioni cotonate all’insegna del politically correct solo contornate dalle urla nel silenzio del popolino, convocato ad hoc per far sembrare che ci sia uno spazio per protestare.
Mai come oggi la finzione ha raggiunti livelli altissimi. Nonostante gli avvertimenti che i grandi pensatori ci avevano dato da decenni ora tutto si materializza come esattamente previsto. la potremo chiamare la nuova colonizzazione da parte del nuovo ordine del mondo.
Il linguaggio nel simbolismo della nuova borghesia mediatica.
Fino ad ora abbiamo fatto un excursus che ha preso ad esempio secoli e secoli di simbolismo. Abbiamo anche osservato come, in questi secoli, il simbolismo è cambiato adeguandosi sempre al momento storico. Come noi comunisti marxisti-leninisti sappiamo bene, i nostri padri del comunismo scrissero spesso sull’ uso dei media borghesi. Quindi citarli sarebbe superfluo in questo caso. Vediamo invece come il linguaggio simbolista sia mutato come la pelle di un serpente adeguandosi alle circostanze temporali.
Quello che il potere ha sempre voluto fare è presentare il suo mondo come il migliore possibile. Abbiamo già parlato antecedentemente dell’importanza della stampa fin dalla sua invenzione ma, affronteremo quello che è successo negli ultimi decenni al riguardo.
La Semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole (semantica lessicale), degli insiemi delle singole lettere (negli e degli alfabeti antichi) e delle frasi (semantica frasale) e dei testi.
La semantica è una scienza in stretto rapporto con altre discipline, come la semiologia, la logica, la psicologia, la teoria della comunicazione, la stilistica, la filosofia del linguaggio, la antropologia linguistica e la antropologia simbolica. Un insieme di termini che hanno in comune un fattore semantico viene detto campo semantico.
Sempre il potere si è interessato a far si che le parole che il popolo riceve siano le più possibili vicine a quello che si vuole sentire dire.
Per questo abbiamo voluto citare Wikipedia con la definizione sulla Semantica. Le parole sono importanti diceva Nanni Moretti in suo famoso film. Ed in alcuni casi sono anche pietre. Usate nella maniera giusta possono cambiare le sorti di un politico e spostare i voti da una parte all’altra. Come dicevamo prima negli ultimi decenni spesso i media con la loro semantica hanno cambiato spesso pelle. Dall’aggressività iniziali sono passati attraverso varie conversioni fino ad arrivare ad oggi dove possono contare su due generazioni asservite al mito della nefandezza massmediatica.
Crediamo sia inutile ricordare come negli ultimi anni in cui ci si volge oramai ad una nuova guerra pseudo santa contro l’Islam ci sia stata una accelerazione, sfruttando internet, della manipolazione delle informazioni. L’apice si raggiunse con la caduta delle Torri Gemelle del 11 Settembre 2001. Da allora come sempre hanno scandito i media borghesi “niente è più come prima “.
Hanno avuto pienamente ragione. Da allora i media hanno cambiato il loro modo di porgersi alla gente. Da quel momento abbiamo avuto una escalation in peggio di tutto quello che si trasmetteva. Il messaggio da far passare è stato uno solo: il nostro modus vivendi è il migliore, le religioni cristiano/ebrea sono le migliori, guardate come si vive bene nel liberismo consumistico, guardate come sono bravi i ricchi, guardate come sono cattivi gli altri che vogliono portarci via questo bellissimo mondo del Mulino Bianco, guardate come sono bravi i nostri bambini che crescono tutti ben sfamati ed allevati, guardate che grazie alla democrazia del mondo occidentale come si vive bene. Potremo continuare ad libitum ma, ci fermiamo qua.
Alcune parole e simboli vanno assolutamente tolti dalla comunicazione massmediatica. Alcune altre invece bisogna buttarle lì in qualsiasi discorso televisivo non importa quale. Per esempio: “elezioni bulgare, non siamo mica ai tempi di Stalin o Hitler, non viviamo mica in una dittatura socialista, guardiamo agli USA la più grande democrazia/economia del mondo.” Per arrivare al populismo mediatico non solo di casa nostra ma, di tutto il mondo globalizzato, del tutti contro lo straniero non importa quale sia. In musica si chiama crescendo, cioè quando tutta la orchestra all’unisono esegue il massimo.
Ecco negli ultimi anni c’è stato un crescendo di tutto questo. Ma viene mandato e buttato lì in maniera subdola. Per esempio tutti i media specialmente in TV, modulano non solo la programmazione a seconda della fascia oraria di ascolto ma, a seconda delle età che in quel momento stanno guardando.
Pensiamo sia utile ricordare i famosi discorsi della discesa in campo di Silvio Berlusconi non solo in TV ma anche nelle varie convention di FI. Il simbolo che lui metteva davanti a tutti e che ripeteva continuamente si riferiva alla paura del comunismo. Lo stesso che usò il Senatore Mac Carthy negli anni ’50 durante il periodo che ha preso il suo nome. Sappiamo che la tecnica maggiore è quella di ripetere una bugia tutti i giorni su tutti i media; dopo un po’ questa diventa verità perché il pubblico incomincia a far vacillare le sue certezze.
Quindi il grande simbolo linguistico e semantico del nuovo ordine mondiale è la BUGIA! Così sta succedendo per la guerra in Ucraina e tantissimi altri conflitti. I giornalisti dei media occidentali oramai asserviti completamente (chi ha provato a contro informare è stato messo a tacere con le buone o con le cattive) al potere perpetuano questo modus operandi. D’altronde i grandi gruppi internazionali, in Italia Mediaset per esempio, detengono il potere delle scuole di giornalismo. Senza passare da loro non lavori.
Per avviarci alla conclusione desideriamo porre in risalto altri due aspetti importanti che si legano al simbolismo. Il Mito e la Leggenda. Del primo leggiamo la definizione che troviamo su Wikipedia: dal greco Mitos: “Fatto esemplarmente idealizzato in corrispondenza di una carica di eccezionale e diffusa partecipazione fantastica o religiosa.”
Oppure in questa altra forma più moderna: “Quanto è capace di polarizzare le aspirazioni di una comunità o di un’epoca, elevandosi a simbolo privilegiato e trascendente.” Quindi vediamo le due chiare differenze, in epoca antica gli essere umani nel loro paganesimo cercavano di dare alcune risposte a fatti trascendentali a cui attribuivano risposte divine e invece nell’era post religioni monoteiste il Mito si lega a persone facendole ascendere a istituzione.
Stesso discorso legato alla Leggenda: “Relazione di argomento per lo più religioso o eroico, in cui fatti e personaggi, quando non siano immaginari, risultano amplificati e alterati dalla fantasia e dalla tradizione, in una duplice esigenza di esaltazione e di esemplarità.”
Un tempo a scuola si studiava una materia che si chiamava Epica, proprio in considerazione che le leggende erano forma di sapere, anche se si osservava criticamente la materia, cioè si sapeva che chi le aveva scritte aveva preso alcuni fatti magari tramandati e per certi versi veri, trasformandoli in un vero e proprio prodromo del feuilleton del 1800.
Con l’avvento dei media qualcosa è cambiato? No di certo perché mai come negli anni 2.0 si vede alcuni personaggi senza arte ne parte trasformati in miti oppure in leggenda. Questo grazie alla propaganda borghese di cinema, radio, TV, editoria che hanno creato a buon uso e consumo miti e leggende da vendere al grande pubblico, esempi ne abbiamo a bizzeffe e gli Smartphone li hanno accentuati moltiplicandoli per miliardi di volte in pochi attimi.

