Site icon Partito Comunista – Federazione Estero

Crisi Dubai: se la sicurezza del capitale svanisce, i padroni scappano per primi

crisi Dubai

Ascolta l'articolo

Analisi di una crisi: il miraggio di Dubai al vaglio della critica di classe

Partendo da un articolo a firma Oscar Margaria sulla fragilità del modello emiratino, abbiamo chiesto un parere diretto al compagno Nicola Pasquali. Nicola, che ha vissuto a lungo il contrasto tra Dubai e Mosca (dove oggi, fortunatamente, è tornato a operare), conosce da vicino le contraddizioni di quel “paradiso” di cemento e capitale.

L’IMPERO DI CLUNY, IL PARADISO DI DUBAI.

“Gli Emirati Arabi Uniti sono il simbolo del capitalismo. Il capitale prende un pezzo di deserto e di mare per 4 dollari e lo trasforma nel sogno, un teorico paradiso in terra. Basta pagare. Che poi è il mestiere di Trump e soci, che con un miliardo a testa vorrebbero creare la stessa cosa a Gaza. Finché il sistema tiene il paradiso sembra tale ma… pochi colgono appieno le implicazioni di ciò che sta succedendo. Circa il 90% della popolazione di Dubai è composta da cittadini stranieri. Si tratta di oltre 10 milioni di residenti con passaporti di India, Pakistan, Bangladesh, Filippine, Egitto, Lavoratori per lo più… europei, russi, americani, che in genere sono imprenditori, affaristi, gente per bene dai redditi alti, mischiata con qualche truffatore e criminale che ha trovato rifugio sicuro. Costoro sono a Dubai senza esserne cittadini. Si sono trasferiti lì perché il a casa loro le tasse erano più alte, e poi sicuri della stabilità politica, sicurezza fisica.”

L’intera architettura macroeconomica degli Emirati Arabi Uniti è una proposta fatta da ricchi speculatori ai più ricchi uomini del mondo. In particolare a quella categoria di ricchi che si credevano anche furbi. Valore. La proposta si basa su un unico denominatore: la sicurezza. Se la sicurezza peggiora, il modello si destabilizza immediatamente. E la sicurezza può saltare facilmente nonostante tutti i metodi di controllo integrati. Basta che manchi la luce per un giorno.”

L’aviazione commerciale è in stallo. Emirates, la più grande compagnia aerea internazionale del mondo per capacità a lungo raggio, ha sospeso le operazioni. Etihad Airways ha messo in pausa il servizio. Singapore Airlines e United Airlines hanno cancellato le rotte verso Dubai. Più di 1.800 voli sono stati demoliti in un solo giorno, con altri 1.400 il successivo. L’aeroporto internazionale di Dubai, che ha processato oltre 127 milioni di passeggeri lo scorso anno, è andato al buio. Le immagini dell’aeroporto colpito dai droni iracheni le hanno viste tutti. La mancanza di un adeguato sistema di rifugi nei grandi alberghi ed immobili è divenuto palese. Si pensava che non ce ne fosse bisogno…”

Le autorità hanno dichiarato che le difese aeree hanno intercettato 137 missili balistici e 209 droni. Quattordici droni non sono stati intercettati ed hanno combinato, 14 droni, tutto sto casino! Alla faccia della sicurezza! Le statistiche sono disponibili sul sito del Ministero (almeno quelle ufficiali).

Appena quei ricchi potranno lasciare gli Emirati Arabi Uniti torneranno a casa o cercheranno un altro paradiso (fiscale).”

Share and Enjoy !

Shares
Exit mobile version