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20/12/2020 By Redazione Non attivi

Scuola francese tra tagli e COVID

L’inizio dell’anno scolastico 2020 ha mostrato tutta l’impreparazione del governo e in particolare del ministro dell’educazione Blanquer.

Nessun piano di assunzioni straordinario è stato presentato nonostante ci siano circa 170 mila precari che lavorano attualmente nel sistema scolastico pubblico in Francia.

Negli ultimi anni sono mancati piani e investimenti per la manutenzione degli edifici scolastici che si presentano spesso vecchi e fatiscenti, in particolare nel sud del paese.

In questo quadro generale e in assenza di un protocollo sanitario valido per l’emergenza COVID, il personale scolastico così come gli alunni delle scuole pubbliche si sono trovati ad affrontare un vero e proprio calvario. Durante questo secondo lockdown in cui le strutture scolastiche sono rimaste aperte, le strutture pubbliche, nella maggior parte dei casi, non hanno neppure ricevuto una fornitura di mascherine gratuite per gli studenti ed i docenti. La regione Ile de France, per esempio, ha distribuito soltanto due mascherine lavabili – dunque non a norma – riservate a ciascuno studente nelle scuole superiori.

Questo, oltre al pericolo a cui si espongono docenti/studenti e le loro relative famiglie, aggiunge a queste ultime anche il peso di esborsi economici non indifferenti; si pensi che una famiglia di due adulti e due bambini con più di 11 anni dovrebbe spendere ogni mese fino a 200 euro per l’acquisto delle sole mascherine chirurgiche.

A tutto questo si aggiunge l’annuncio surreale arrivato il 15/12 del Primo Ministro Castex con il quale ha consigliato le famiglie a non mandare i propri figli a scuola e rendere così facoltativa la presenza degli studenti nei giorni a ridosso delle vacanze natalizie, con il fine di diminuire il numero dei contagi. Una decisione che dimostra, come denunciato da tempo dai lavoratori della scuola, l’incapacità e la riluttanza del governo di fronte alla forte propagazione del virus nel sistema scolastico francese, quasi sempre minimizzata dal ministro Blanquer.

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Come Partito Comunista sosteniamo le lotte di tutti i lavoratori, studenti e insegnanti degli istituti scolastici e denunciamo ancora una volta a gran voce il trattamento riservato alla scuola pubblica. Il governo Macron con le sue politiche liberiste vuole sacrificare non solo la qualità dell’insegnamento pubblico, ma anche la salute dei lavoratori stessi in nome del profitto.

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