Ascolta l'articolo

Attualmente le forze di polizia non possono opporsi all’essere filmati per strada e, se è vero che in rare occasioni si possa assistere ad atteggiamenti irriverenti da parte di chi riprende, bisogna ricordare quanto molte riprese video amatoriali o professionali abbiano aiutato a denunciare le violenze perpetrate ai danni dei manifestanti da parte delle forze dell’ordine durante i mesi di manifestazioni e tensioni sociali avvenute in Francia lo scorso anno. Altre misure adottate con le nuove modifiche consentirebbero l’utilizzo da parte della polizia di droni per le riprese in caso di problemi di ordine pubblico, oltre che l’installazione di telecamere-pedoni (camera-piéton), ovvero obiettivi che ogni singolo poliziotto potrà avere in dotazione sulla divisa per riprendere le interazioni sulla via pubblica e che, nel caso di interventi, permettono la diffusione delle riprese in diretta con la stazione di comando. Queste sono le misure più importanti e preoccupanti presenti nella revisione di questa legge. Revisione che avrebbe dovuto essere discussa a gennaio 2021, discussione che invece è stata anticipata di due mesi. Quest’ultimo non proprio una coincidenza visto il clima di tensione sociale che si respira nella “democratica Europa” a causa dell’emergenza COVID 19.
Come Partito Comunista muoviamo una totale critica schierandoci apertamente contro queste misure avanzate, e poi adottate da coloro che non solo stanno gestendo male questa crisi, affamando sempre di più la classe lavoratrice, ma che, con queste modifiche, vogliono arrogarsi anche il diritto e il potere di reprimerci restando impuniti.