Partito Comunista – Federazione Estero

04/07/2023 By Redazione Non attivi

Nuovo CGIE: la Farnesina in svendita!

  1. Nuovo CGIE: La Farnesina in svendita – Introduzione
  2. Cos’è il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE)
  3. Il CGIE: Un centro di potere politico
  4. La Presidenza del CGIE
  5. Le Funzioni del CGIE
  6. Il CGIE come centro di potere e ricatto
  7. Denuncia della pratica e chiamata alla lotta

Nuovo CGIE: La Farnesina in svendita – Introduzione

Come avevamo già relazionato pochi giorni fa, dopo 15 mesi d’attesa, al di la di ogni ordine costituzionale, il nuovo governo della Premier Meloni con il suo ministro degli Esteri, Tajani, (già presidente della Commissione europea, deus ex machina di Forza Italia con il defunto Berlusconi e il carcerato dell’Utri e futuro presidente in pectore proprio della formazione nata dai “venditori” di Publitalia nel 1994), ha varato il nuovo Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE). Prima delle nostre considerazioni politiche al riguardo, vediamo cosa è veramente:

Cos’è il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE)

“Il Consiglio generale degli italiani all’estero è il massimo organo rappresentativo degli italiani espatriati. Istituito con la legge del 6 novembre 1989 n. 368, la sua funzione principale è l’attività di consulenza del Governo e del Parlamento sui grandi temi delle comunità italiane nel mondo. […] Il progetto di legge istitutivo del Consiglio generale degli italiani all’estero fu deliberato dal Consiglio dei Ministri il 16 settembre 1988 sotto la presidenza di Ciriaco de Mita, su proposta dell’allora Ministro degli Affari Esteri Giulio Andreotti. Tale progetto di legge seguì il suo iter parlamentare e fu promulgato il 6 Novembre 1989 dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga[2]. A norma dell’articolo 4 della legge 6 novembre 1989 n. 368, modificato con legge del 23 giugno 2014 n. 89, il Consiglio generale degli italiani all’estero si compone di 63 membri, dei quali 43 eletti a suffragio universale indiretto dai membri dei Comitati degli Italiani all’Estero (ComItEs) e 20 nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che li individua come segue:

  1. a) 7 su indicazione delle associazioni nazionali dell’emigrazione;
  2. b) 4 su indicazione dei partiti che hanno rappresentanza parlamentare;
  3. c) 6 su indicazione delle confederazioni sindacali e dai patronati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale, e che siano rappresentati nel CNEL;
  4. d) 1 su indicazione della Federazione nazionale della stampa;
  5. e) 1 su indicazione della Federazione unitaria della stampa italiana all’estero;
  6. f) 1 su indicazione dell’organizzazione più rappresentativa dei lavoratori frontalieri. Vi sono altresì numerosi invitati permanenti, senza diritto di voto, tra cui i parlamentari eletti nella circoscrizione estero.”

Il CGIE: Un centro di potere politico

Come si evince nel contesto di un’ analisi materialistica marxista, la finta omogeneità dei più dei 60 membri non è altro che una spartizione di potere tipica del sistema Papalino che da 2000 anni comanda in Italia.  Non a caso a promulgar la legge  sono 3 dei maggiori esponenti della peggiore DC fascista che ha gestito il potere fino al 1994, per poi lasciarlo nelle mani di Forza Italia e PD che lo hanno gestito fino ad oggi con finte schermaglie politiche, ma senza nessun costrutto sul piano dell’organizzazione, se non quello di assegnare fette di potere ai rappresentanti di cui sopra elencati all’interno del CGIE.

La Presidenza del CGIE

Presidenza: Il Presidente del CGIE è ex-officio il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il Consiglio elegge tra i propri componenti il Segretario Generale, che convoca l’Assemblea Plenaria ed il Comitato di Presidenza ne dirige i lavori e dà esecuzione alle decisioni assunte. Il Presidente e il Segretario Generale sono coadiuvati nell’esercizio delle loro funzioni da un Comitato di Presidenza, composto, oltre che dal Presidente e dal Segretario generale, da un Vicesegretario generale per ognuna delle tre aree continentali (paesi anglofoni extraeuropei, Europa e Africa del nord, America latina), da un Vicesegretario generale eletto tra i membri nominati dal Presidente del Consiglio dei ministri, da un ulteriore membro eletto tra quelli nominati dal Presidente del Consiglio dei Ministri e da un membro supplementare per ognuna delle tre aree continentali succitate.. Attuale Segretario Generale è Michele Schiavone, catto-comunista che si fa chiamare compagno ma non lo è, vive in Svizzera da decenni, è come la maggioranza dei consiglieri dei Comites cioè tesse i fili tra le associazioni, patronati, enti vari con le istituzioni, un vero personaggio Machiavelliano su cui bisognerebbe scrivere un libro, ma si incarna benissimo nei 3 citati sopra che hanno fatto il CGIE nel 1989.”

Le Funzioni Del CGIE

 

Quali sono le funzioni del CGIE? “Le prerogative del Consiglio generale degli italiani all’estero sono elencate all’articolo 2 della legge 368/1989, per quanto riguarda le funzioni propositive, e all’articolo 3 della stessa legge per quanto riguarda le funzioni consultive. Nelle sue funzioni propositive, il CGIE in particolare:

1) Esamina, in armonia con lo sviluppo politico, culturale, economico e sociale dell’Italia, i problemi delle comunità all’estero, in particolare per quanto attiene alle condizioni di vita e di lavoro dei singoli e delle comunità medesime nel loro insieme, alla formazione scolastica e professionale, al reinserimento in attività produttive ed alle altre esigenze di coloro che decidono di rimpatriare;

2) Formula, su richiesta del Governo o dei Presidenti dei due rami del Parlamento, pareri e, di propria iniziativa, proposte e raccomandazioni, in materia di iniziative legislative o amministrative ed elettorali dello Stato o delle regioni, accordi internazionali e normative comunitarie concernenti le comunità italiane all’estero;

3) Promuove studi e ricerche su materie riguardanti le comunità italiane e di origine italiana nel mondo, collaborando alla organizzazione e alla elaborazione degli stessi;

4) Verifica e promuove i processi di integrazione delle comunità italiane nelle strutture sociali ed economico-produttive del Paese ospitante e di valorizzazione dell’identità nazionale delle comunità italiane all’estero;

5) Elabora una relazione annuale con proiezione triennale da presentare, tramite il Governo, al Parlamento, nella quale si valutino gli eventi dell’anno precedente e si traccino prospettive ed indirizzi per il triennio successivo.

6) Contribuisce all’elaborazione della legislazione economica e sociale che ha riflessi sul mondo dell’emigrazione.

Nelle sue funzioni consultive, il CGIE formula pareri:

1) Sugli stanziamenti sui vari capitoli del bilancio dello Stato in favore delle comunità italiane all’estero;

2) Sui programmi pluriennali e relativi finanziamenti per la politica scolastica, la formazione professionale e la tutela sociale, assistenziale e previdenziale;

3) Sui criteri per l’erogazione di contributi ad associazioni nazionali, patronati, enti di formazione scolastica e professionale, organi di stampa, di divulgazione e di informazione che svolgano concreta attività di sostegno e di promozione economica, sociale, culturale e civile delle comunità italiane all’estero;

4) Sulle informazioni e programmi radiotelevisivi e informatizzati per le comunità italiane all’estero;

5) Sulle linee di riforma dei servizi consolari, scolastici e sociali.”

Il CGIE come centro di potere e ricatto

Dopo tale elenco, si intuisce senza ombra di dubbio che il CGIE è un vero centro di potere che ha funzioni multiple: dall’egemonia culturale Gramsciana fino a elargire i denari per gli enti esteri predisposti. Si vede come il CGIE eserciti una funzione importante di cuscinetto ricattatorio nei confronti di chi, in nome di una certa italianità (in realtà, finta) continua a ripetere: “Lavoriamo per gli emigrati italiani”. Niente di più falso, è ovvio. Quello che interessa a questi signori da 34 anni è solamente raccattare più voti  possibili per i propri eletti, (sul voto all’estero, vi consigliamo  i nostri articoli sul sito https://partitocomunistaestero.org/ – rubrica: Italiani all’estero), e, soprattutto, mantenere quella egemonia di potere sui cosiddetti expat.

Denuncia della pratica e chiamata alla lotta

Come Federazione Estero del Partito Comunista, da anni ormai, denunciamo questa pratica che vede in primis schierati i media all’estero main stream che ovviamente esaltano le gesta dei loro “padrini/e”, ma anche tutte le associazioni, patronati, CCE, ecc. che sono in salde mani dei succitati due partiti, sono gli stessi che dal 1994 hanno svenduto il Paese alle multinazionali e privatizzato la Farnesina. Una Farnesina comprata nel 2019 dalle banche con un complesso giro arzigogolato durante il governo Conte II, ( cf articolo: https://partitocomunistaestero.org/farnesina-a-pagamento/ . Un governo in cui il futuro commissario del Golfo Persico, Di Maio, era il burattino di Berlusconi e Letta, che avvallò tutte le porcherie cominciate nel 2001 con la legge Tramaglia.

Solo un cambio rivoluzionario può ribaltare il tavolo!

Alla lotta, italiani expat!

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