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09/11/2020 By Redazione Non attivi

La Caduta del Muro di Berlino e l’Unità Monetaria Oggi

1989 - caduta del muroA distanza di 31 anni dalla caduta del muro, oggi a crollare sono sempre più le menzogne che sono state raccontate al popolo tedesco e non solo. Sempre più è impossibile negare i paralleli tra la politica monetaria che mise in ginocchio la Germania dell’Est e quella che oggi paralizza molti paesi europei, tra cui l’Italia.

La propaganda del capitalismo, perpetrata attraverso i media e partiti borghesi, ha voluto farci credere che con l’apertura del muro si andava a garantire la libertà dei cittadini della Repubblica Democratica Tedesca. Niente di più falso!

La verità è che i cittadini dell’ex RDT (Germania Est), i quali godevano di diritto al lavoro garantito e dignitoso, oggi hanno il doppio di probabilità di essere disoccupati rispetto ai loro concittadini dell’Ovest, e quando lavorano sono pagati tre quarti rispetto ad essi. Oggi il tasso di povertà in Germania è ai massimi dall’unificazione.

La caduta del muro è infatti stata seguita da una vera e propria annessione dell’Est. Anni di sviluppo industriale e conquiste sociali sono stati eliminati tramite un processo parassitico di deindustrializzazione che non ha pari in tempo di pace. Questo ha avuto il risultato di regalare un nuovo mercato ai capitalisti occidentali ma anche di assicurarsi che l’Est fosse completamente dipendente dall’Ovest.

A seguito della mancanza di sviluppo e prospettive, dalla la caduta del muro 2 milioni di persone furono costrette a lasciare la ex RDT per fornire lavoro ad Ovest. Dei 16 milioni di abitanti, ne restarono solo 14, molti dei quali sono oggi soggetti alla riforma socialdemocratica “Hartz 4”.

L’affrettata unificazione monetaria ha avuto un ruolo chiave in questo processo.

“A De Mezier era ben chiaro, esattamente come a noi, che con l’introduzione della moneta del marco occidentale, le imprese della RDT non sarebbero state più in grado di competere.”

Questa dichiarazione non esce dalla bocca di un marxista ma da quella di Schäuble (CDU min.int. della Germania Ovest nel 1990) che insieme a Tietmayer (capo del consiglio amm. Deutsche Bundesbank e successivamente, guarda caso, direttore delle operazioni nel 98 per l’introduzione dell’Euro) fece visita il 17 Aprile del 1990 a De Mezier (CDU), allora presidente del consiglio della RDT ormai in dissoluzione.

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Così come la RFT chiese alla Germania dell’Est di rinunciare alla propria sovranità politica con l’introduzione del marco unico, allo stesso modo oggi i paesi europei sono costretti a cedere sempre più controlli e diritti in nome della moneta unica. Mentre tutto ciò rallegra la classe borghese, il risultato per le classi popolari è stato lo stesso: deindustrializzazione, diseguaglianza, disoccupazione, emigrazione.

La verità è che la creazione del muro è stata un’operazione necessaria che ha garantito pace e sicurezza in Europa. Il muro ha protetto milioni di cittadini della RDT dalla minaccia concreta dei servizi segreti della RFT (Germania Ovest), formati spesso da ex esponenti nazisti. Berlino Ovest era infatti un’enclave occidentale nella RDT sfruttata dalle forze occidentali per la loro politica di aggressione e sovversione.

Nel 1989, l ‘80% della popolazione della RDT era favorevole al mantenimento della RDT e riteneva necessaria la difesa del socialismo, seppure con qualche riforma.

Tuttavia, la RDT e il suo presidente Erich Honecker si trovarono isolati. In URSS il revisionismo, che aveva preso il sopravvento dal 1956 con Krusciov, era ormai giunto al suo limite con le riforme liberali di Gorbaciov (Glasnost e Perestrojka), che si rivelarono letali.

La propaganda borghese è quanto più ipocrita, visto come il capitale è costretto a erigere sempre nuovi muri, visibili e invisibili: i muri per fermare le ondate di profughi creati dall’imperialismo NATO, come i lockdown in tutta la UE che ci vogliono chiusi in casa a lavorare ed ordinare la nostra vita su internet, trasformandoci da esseri sociali in macchine consumatrici mentre il grande capitale divora i piccoli e atomizza sempre di più i lavoratori.

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Solo con il rovesciamento del sistema attuale e la costruzione del socialismo possiamo sconfiggere l’infinita crisi del capitalismo.

 

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