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25/11/2021 By Commissione Donne Partito Comunista - Federazione Estero Non attivi

Il terribile male del maschilismo

Le notizie sono terribili: donne assassinate in modo brutale per mano dei loro partner o dei loro ex, ma anche i loro figli spesso vengono uccisi, e divengono vittime vicarie; così chiamate perché attraverso la loro morte, l’assassino  pretende di colpire la madre nella forma peggiore, condannandola a una agonia eterna.

È la forma più estrema di violenza maschilista e forse per quello rivela con più chiarezza le loro motivazioni.

Non si tratta di pazzia, non siamo davanti a un mostro, sono uomini normali, che hanno i cellulari pieni delle foto con la loro prole.

L’affermazione delle patria potestà, viene spesso intesa come diritto di vita e di morte sulla discendenza, costituisce un punto fermo per la figura patriarcale ed è forse per quello che ci sono tanti femminicidi.

Non bisogna inoltre ingannarsi sul fatto, che molti di questi criminali si suicidino dopo aver commesso il loro crimine.

Non è per paura della giustizia, né tantomeno per un improvviso pentimento, ma avendo distrutto l’oggetto della loro dominazione, trovano che l’esistenza, costruita intorno ad esso, non abbia più ragion d’essere.

Non si può continuare ad interpretare socialmente questi assassini come se fossero mostri o mandrie impazzite e pensare così che siano alieni alla nostra cultura, bisogna invece capire che il maschilismo e i maschilisti sono il risultato di questa nostra barbarie capitalista.

Gli uomini devono cominciare a frenare questa violenza che uccide una donna ogni 6 giorni e le violenta ogni 5 ore.

È ora che gli uomini meditino sul modello di mascolinità in cui s’identificano. Come tutti noi sono stati allevati in una cultura di dominazione sulla donna, con discriminazioni e violenze latenti in ruoli già stabiliti dall’infanzia.

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Ha attecchito così profondamente, che sembra il senso ultimo della mascolinità: l’uomo si definisce per la sua preminenza e controllo sulla donna.

I crimini sono soltanto la punta dell’iceberg, perché tantissime donne soffrono un calvario in casa. Sono migliaia gli uomini che intimano, aggrediscono sessualmente, insultano, controllano il cellulare e i soldi delle donne.

Ne consegue che la maggioranza delle donne, se non addirittura tutte, soffrono i diversi gradi di maschilismo, a partire dalla semplice battutaccia apparentemente innocua, alle attenzioni indesiderate, i toccamenti nei mezzi pubblici, le persecuzioni, le esibizioni oscene, le mandrie di violentatori, fino ad arrivare ad ogni tipo di abusi o soprusi; la violenza palese o sottile avvolge le donne lungo tutta la loro esistenza, come a voler ricordare il loro posto nel mondo ed i rischi che comporta cercare di uscire dai ranghi.

È quindi necessario che gli uomini prendano coscienza della dimensione del problema e vadano alle radici.

Quanti sono coscienti che nel loro linguaggio di tutti i giorni, nelle barzellette, i complimenti sessisti e in quello che pubblicano sui social c’è una grande componente maschilista? Perché un autista che gli taglia la strada è uno stronzo, ma se donna è una zoccola?  Quanti uomini pensano che se un maschio maltratta una donna sarà perché lo ha meritato? Cosa dire della pubblicità che è piena di nudità femminili? E degli addii al celibato a luci rosse? L’educazione all’uguaglianza è fondamentale.

Non è male che gli uomini accompagnino le donne nelle loro rivendicazioni, ma hanno una strada propria da percorrere, che le donne non possono fare. A parte delle belle eccezioni, la questione femminile non ha attecchito nella maggioranza degli uomini, che non stanno facendo autocritica in maniera collettiva.

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Per essere femministi non basta dirlo, è soprattutto questione di pratica.

Non è sufficiente andare alla manifestazione dell’8 marzo o fare qualche whatsapp sull’argomento; ci vuole ben altro per smontare un sistema che impoverisce, aggredisce e ammazza le donne facendole sentire alla stregua di oggetti.

Purtroppo ci sono potenti istituzioni che riempiono di violenza la quotidianeità, naturalizzandola nella società. La prostituzione schiavizza migliaia di donne e bambine povere e nel contempo invia un messaggio di superiorità e privilegi maschili.

La pornografia, che si basa sull’erotizzazione delle vessazioni e le violenze contro le donne, è diventata la scuola di sessualità delle nuove generazioni. Le pubblicazioni nei social di codarde vendette, come il Revengeporn ne sono la dimostrazione.

La pratica degli uteri in affitto che mercifica e disumanizza non la si può certo giustificare dicendo che queste povere donne sono consenzienti, visto che si trovano in una situazione di totale abbandono sociale.

Si tratta di situazioni diverse, ma che hanno come denominatore comune la sottomissione delle donne.

Le donne hanno fatto molto per cambiare questa società e adesso tocca agli uomini fare lo stesso, perchè niente cambia se non facciamo uno sforzo tutti insieme, perchè le donne rischiano letteralmente la vita in essa. 

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