Partito Comunista – Federazione Estero

Partito Comunista
31/08/2020 By Redazione Non attivi

Il Mutualismo

Questo non può essere riconosciuto da mutualisti e anarchici, poichè non apprezzano appieno la funzione storica della lotta di classe. A detta dell’anarchico comunalista Bookchin (“maestro” dell’ideologo curdo Öcalan), invece del concetto di classe, che ha una base materiale, andrebbe preferito il concetto più astratto di “gerarchia”. Allo stesso modo, invece di sfruttamento, che fa riferimento ai rapporti di produzione, andrebbe preferito “dominazione”. Lo stesso Öcalan (PKK) dichiara “il nuovo concetto di socialismo è per l’umanità intera”, espressione che ricorda il “partito di tutto il popolo” del revisionista Krusciev. Mentre il suono umanistico di queste nuove categorie può affascinare alcuni, è necessario evidenziarne il distacco dalle reali contraddizioni di classe esistenti nella società.
Öcalan parla di creare un “uomo nuovo”, ma a differenza dell'”uomo nuovo” sovietico, questo è un’astrazione idealistica su basi culturali e identitarie del popolo curdo, non il risultato di una rivoluzione nei rapporti di produzione, che sono la base materiale della cultura e ideologia di un popolo. Andando oltre, dichiara che le contraddizioni di classe in Kurdistan siano “poco pronunciate” e di poca importanza rispetto alle contraddizioni tra “collaboratori” e “patrioti”. Questo è ben diverso dal fronte unito di Mao durante la rivoluzione cinese, il quale includeva, tra le altre classi, anche la borghesia nazionale, contro imperialismo, borghesia compradora, e proprietari terrieri. Infatti, nel caso cinese, la lotta di classe e il ruolo giuda del proletariato non furono mai messi in discussione. Inoltre, il fronte univa quelle classi capaci di risolvere le principali contraddizioni correttamente identificate da Mao in una Cina ancora semi-feudale e semi-coloniale.
Riassumendo, anarchici e utopisti di ogni corrente hanno in comune la preferenza per categorie idealistiche e metafisiche rispetto a quelle materiali su cui si basa l’analisi scientifica marxista. Dichiararsi contro “gerarchie” e “dominazione”, dire ingiusta l’appropriazione della forza-lavoro da parte della borghesia, non rivela in alcun modo la via per il superamento della condizione attuale, bensì si limita ad “affermare che quel fatto economico contraddice il nostro senso morale. Per questo Marx non ha mai fondato su questa base le sue rivendicazioni comuniste, bensì sul necessario crollo, che si verifica ogni giorno di più sotto i nostri occhi, del modo di produzione capitalistico.” (Engels, prefazione a “Miseria della Filosofia”)

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