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Le elezioni parlamentari serbe del 25 ottobre 2026 si svolgono in un clima di forte tensione politica e sociale. La crescita della Lista studentesca, nata dalle mobilitazioni degli ultimi anni, mette in discussione il predominio del blocco guidato da Aleksandar Vučić. Ma leggere questa sfida soltanto come uno scontro tra nomi o percentuali sarebbe insufficiente: occorre chiedersi quali interessi sociali verranno rappresentati, in quali condizioni materiali vivono lavoratori e giovani e quali cambiamenti concreti potranno incidere sui rapporti di potere.
La prospettiva della cellula serba della Federazione Estero del Partito Comunista parte da qui: la partecipazione democratica acquista valore quando si traduce in organizzazione collettiva, diritti sociali, lavoro dignitoso e controllo popolare sulle decisioni che incidono sulla vita quotidiana. La protesta può aprire una breccia; trasformare il malcontento in conquiste durature richiede però un programma chiaro e una mobilitazione che non si esaurisca nel giorno delle urne.
Che cos’è la Lista studentesca, numero 3
La “Studentska lista – Studenti pobeđuju” (“Lista studentesca – Vincono gli studenti”) è la lista numero 3 alle elezioni parlamentari del 25 ottobre 2026. È espressione del movimento studentesco cresciuto con le proteste del 2024-2026 e si presenta come principale sfidante del blocco di governo guidato da Vučić.
La lista presenta 250 candidati, individuati attraverso procedure ispirate ai plenum studenteschi. Si presenta come gruppo di cittadini e rivendica un metodo decisionale collettivo. Per la composizione dei candidati e le responsabilità formali, è opportuno fare riferimento alle informazioni pubblicate dalla lista e dalla Commissione elettorale.
La sua caratteristica principale è la natura trasversale: riunisce persone provenienti da aree politiche differenti, accomunate soprattutto dalla richiesta di cambiamento. Questa ampiezza può favorire la mobilitazione elettorale, ma lascia aperta una questione decisiva: quale programma economico e sociale potrà tenere insieme aspettative e interessi diversi?
I programmi politici: che cosa propongono i due principali schieramenti
La sfida elettorale mette a confronto due impostazioni diverse. La Lista studentesca ha pubblicato un programma articolato in 11 punti; la lista “Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija” ha presentato il proprio piano il 20 ottobre, concentrandosi soprattutto su sanità, infrastrutture idriche, pensioni e investimenti. Le proposte riportate qui sotto sono quelle annunciate dai rispettivi soggetti: non equivalgono a risultati già conseguiti.
Lista studentesca – “Studenti pobeđuju” (numero 3)
Il programma ufficiale, chiamato “Piano studentesco”, è suddiviso in tre aree: “Serbia o mafia”, “La conoscenza è potere” e “La Serbia cresce con noi”. La lista presenta il cambiamento istituzionale come condizione per intervenire anche su scuola, lavoro, economia e servizi pubblici.
- Giustizia e lotta alla corruzione: istituire una polizia speciale alle dipendenze della procura per indagare sui reati di corruzione; rafforzare i controlli sull’origine dei patrimoni e prevedere la confisca dei beni acquisiti illegalmente; introdurre verifiche sull’operato dei funzionari pubblici.
- Appalti e media: rendere pubblici contratti e gare, sottoporre a revisione i grandi progetti pubblici e ridurre l’influenza dei partiti sugli organismi di regolazione dei media.
- Istruzione e amministrazione: selezioni pubbliche basate sulle competenze per il lavoro nel settore pubblico, libri di testo gratuiti per tutti gli studenti delle scuole elementari e superiori, aggiornamento dei programmi scolastici e sostegno a ricerca e innovazione.
- Lavoro e sviluppo: ridurre da 24 a 12 mesi il periodo massimo previsto per i contratti a tempo determinato; sostenere imprese nazionali, start-up e agricoltori; promuovere uno sviluppo economico meno dipendente dal lavoro a basso costo e dallo sfruttamento delle risorse.
- Prezzi, casa e sanità territoriale: contrastare i monopoli nella distribuzione alimentare, proteggere suolo agricolo e acqua, favorire alloggi accessibili per giovani coppie e lavoratori essenziali e migliorare l’accesso a farmaci e cure nelle aree rurali.
La lista sostiene che il recupero dei patrimoni illeciti possa finanziare nuovi investimenti pubblici. Si tratta di una previsione del programma, la cui entità effettiva dipenderebbe dagli accertamenti, dai procedimenti giudiziari e dalle somme realmente recuperate. Fonte: programma ufficiale della Lista studentesca.
Una lettura marxista. Il cuore del “Piano studentesco” è una domanda di legalità, trasparenza e autonomia delle istituzioni: rivendicazioni autentiche, nate dal crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad (ne abbiamo parlato qui), una tragedia che ha reso evidente l’intreccio tra potere politico e interessi economici. Per un’analisi marxista, però, la corruzione non è soltanto una devianza morale di chi governa: è anche una delle forme concrete con cui, in un capitalismo periferico dipendente dagli investimenti esteri, si organizzano l’accumulazione e la spartizione delle risorse pubbliche. Colpire i singoli corrotti, senza intervenire sui rapporti di proprietà e sul modello di sviluppo, rischia di lasciare intatte le cause. Vi sono tuttavia punti che vanno nella direzione della tutela di chi lavora: la riduzione dei contratti a termine da 24 a 12 mesi, i libri di testo gratuiti, il contrasto ai monopoli della distribuzione alimentare, la casa accessibile. Restano fuori, tra le proposte riportate, i temi che per i comunisti sono dirimenti: salari, contrattazione e diritti sindacali, ruolo del capitale straniero e delle privatizzazioni, controllo pubblico delle risorse strategiche. A ciò si aggiunge il carattere interclassista della lista, che tiene insieme piccola borghesia intellettuale, studenti, lavoratori e forze politiche molto diverse: le sue contraddizioni diventeranno evidenti quando si dovrà decidere chi paga i costi del cambiamento.
“Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija”
Il programma presentato il 20 ottobre da Aleksandar Vučić e da altri esponenti della lista insiste sugli investimenti pubblici, sul miglioramento dei servizi e sulla crescita del reddito. Tra le principali proposte annunciate:
- Sanità: investimenti dichiarati per 1,3 miliardi di euro per ricostruire e attrezzare ospedali in diverse città; ulteriori risorse per le malattie rare e i farmaci innovativi, oltre a una maggiore disponibilità di cure odontoiatriche nel sistema sanitario.
- Acqua e ambiente: interventi per ampliare le reti idriche e fognarie, costruire impianti di trattamento delle acque reflue e realizzare discariche regionali. Vučić ha stimato in oltre 15 miliardi di euro il fabbisogno per affrontare il problema dell’approvvigionamento idrico.
- Pensioni e redditi: il presidente ha prospettato ulteriori aumenti delle pensioni, indicando come possibile obiettivo una pensione media di 600 euro entro la fine del 2027. Separatamente, a settembre aveva annunciato aumenti dal 1º dicembre per salari pubblici e pensioni, oltre a contributi una tantum.
- Investimenti e territori: programmi di incentivi per attrarre imprese e fabbriche soprattutto nel sud, nell’est e nell’ovest del Paese e in alcune aree della Vojvodina; prosecuzione della digitalizzazione della pubblica amministrazione e dello sviluppo tecnologico.
Le cifre e le scadenze sono impegni e stime annunciati in campagna elettorale; la loro realizzazione dipenderà da coperture finanziarie, tempi amministrativi e attuazione. Fonte: Euronews Srbija, 20 ottobre 2026.
Una lettura marxista. Il programma del blocco di governo mette al centro sanità, acqua, pensioni e investimenti: bisogni reali, che toccano da vicino lavoratori, pensionati e territori periferici, e che spiegano parte del consenso che l’SNS conserva. Per un’analisi marxista, tuttavia, va guardato anche il modello economico che sta dietro queste promesse: crescita fondata sull’attrazione di capitali esteri con incentivi, grandi opere pubbliche e affidamenti che alimentano reti clientelari, in una posizione di dipendenza dai capitali europei e cinesi. Gli aumenti annunciati a ridosso del voto vanno inoltre letti come strumento di consenso più che come una trasformazione dei rapporti sociali: tra le proposte riportate non compaiono misure sul rapporto tra capitale e lavoro, come contrattazione collettiva, diritti sindacali o controllo pubblico dei settori strategici. Le cifre annunciate, infine, dipendono da coperture finanziarie e da un’attuazione che i cittadini giudicheranno nei fatti. Il welfare concesso dall’alto, senza organizzazione autonoma di chi lavora, resta revocabile.
NATO e Unione europea: come si pongono i due schieramenti
Sul piano della politica estera, la contrapposizione non è quella semplice tra “filo-occidentali” e “filo-russi”. Entrambi gli schieramenti si muovono dentro un quadro comune: la neutralità militare, proclamata dal Parlamento serbo nel 2007 e mai abbandonata, che esclude l’ingresso nella NATO. La differenza riguarda soprattutto il percorso verso l’Unione europea e il grado di allineamento con Bruxelles.
| Tema | Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija (SNS) | Lista studentesca |
|---|---|---|
| NATO | Nessuna adesione: la Serbia resta militarmente neutrale. Vučić ha dichiarato che la neutralità non cambierà nei prossimi dieci anni, pur invitando a mantenere buoni rapporti con i Paesi NATO e con l’Alleanza. La Serbia partecipa al programma NATO Partenariato per la Pace. | Nelle fonti consultate non risulta alcuna proposta di ingresso nella NATO. Il tema non è tra i punti centrali del programma; trattandosi di una lista trasversale, che include anche componenti sovraniste e conservatrici, non c’è una linea esplicita pubblicata. |
| Unione europea | L’adesione è indicata come obiettivo strategico e “interesse nazionale” (così si è espresso il ministro per l’integrazione europea Starović). Vučić dice di voler portare i Balcani occidentali nell’UE come blocco. Ma la Serbia è candidata dal 2012, ha aperto i negoziati nel 2014 e il processo è fermo da anni. | Il movimento non ha scelto una linea unica: comprende liberali ed europeisti, ma anche nazionalisti ed euroscettici. Già nel 2025 il programma degli studenti non citava l’UE né il Kosovo; alcuni esponenti spiegarono che il tema non era all’ordine del giorno finché non fossero ripristinati lo Stato di diritto e le garanzie democratiche. |
| Sanzioni alla Russia | La Serbia non ha aderito alle sanzioni occidentali contro Mosca, pur sostenendo l’integrità territoriale dell’Ucraina; Bruxelles chiede l’allineamento alla politica estera UE. | Il 30 settembre la lista ha dichiarato sul proprio account X che la Serbia dovrebbe continuare a non imporre sanzioni a Mosca. |
| Kosovo | Non riconosce l’indipendenza; il dialogo con Pristina avviene sotto la mediazione UE. | Posizione non uniforme: tra i sostenitori ci sono sia forze europeiste sia forze nazional-conservatrici che chiedono una linea più dura. |
Un primo elemento di lettura riguarda la coerenza interna dei due blocchi. Il blocco di governo mantiene una linea “a due sedie”, che unisce dichiarazioni europeiste, rapporti con Mosca e Pechino e un rifiuto netto della NATO. La Lista studentesca, nata come movimento anticorruzione, tiene deliberatamente sullo sfondo i temi di politica estera per non dividere un elettorato eterogeneo: tra i suoi sostenitori figurano forze dichiaratamente europeiste come il Partito Democratico (DS) e il Movimento dei Cittadini Liberi (PSG), ma anche forze nazional-conservatrici come Dveri.
Secondo gli analisti citati dalla stampa, un cambio di governo non produrrebbe automaticamente una svolta in politica estera: anche una maggioranza guidata dagli studenti dovrebbe fare i conti con la questione del Kosovo, con le richieste di allineamento dell’UE, con i rapporti con Russia e Cina e con un’opinione pubblica diffidente verso la NATO. Fonte: To Vima, 5 ottobre 2026; Index.hr (Vučić sulla neutralità); N1 (intervista al Financial Times); Ministero per l’integrazione europea (Starović); 021.rs / Danas, 3 giugno 2025.
Gli alleati e le forze che sostengono le liste
È importante distinguere tra i partiti che compaiono formalmente in una lista o coalizione e quelli che hanno dichiarato sostegno senza presentare candidati insieme agli studenti. Il sostegno politico non implica necessariamente un accordo su ogni punto del programma.
| Area / lista | Partiti e organizzazioni | Tipo di rapporto |
|---|---|---|
| Lista studentesca – Studenti pobeđuju | Tra i sostenitori figurano Partito Democratico (DS), Fronte Verde-Sinistra (ZLF), Movimento dei Cittadini Liberi (PSG), Movimento Popolare Serbo (NPS), Nuovo Volto della Serbia (NLS), Ecological Uprising, Kreni-Promeni, Dveri, POKS, Dosta je bilo e ProGlas, oltre a gruppi civici e organizzazioni locali. | Appoggio politico alla lista; queste forze non confluiscono tutte formalmente nella lista studentesca. |
| Aleksandar Vučić – Ujedinjena Srbija | La lista del blocco guidato dal Partito Progressista Serbo (SNS) è sostenuta anche da forze come il Partito Radicale Serbo (SRS), PUPS e il Partito dei Lavoratori; è stato riportato anche il sostegno della Srpska lista. | Partecipazione alla lista o sostegno dichiarato, secondo i singoli accordi elettorali. |
| Ivica Dačić – Faktor stabilnosti | Partito Socialista di Serbia (SPS), Jedinstvena Srbija (Serbia Unita), Partito Socialdemocratico di Serbia (SDPS) e Verdi di Serbia. | Coalizione separata, distinta dalla lista elettorale guidata da Vučić, pur essendo SPS un partner tradizionale del blocco di governo. |
| Altre liste di opposizione | “European Serbia” riunisce il Partito della Libertà e della Giustizia (SSP), Serbia Centre (SRCE) e il movimento Solidarnost; “Autentica Destra” riunisce forze conservatrici e monarchiche. | Competono separatamente: non vanno conteggiate automaticamente tra gli alleati della Lista studentesca. |
Il quadro degli appoggi può cambiare e alcune adesioni sono dichiarazioni politiche, non accordi di coalizione. Per la lista studentesca, il punto politicamente rilevante è che il sostegno proviene da forze con orientamenti differenti: questo amplia il bacino di appoggio, ma non dimostra che esista un programma economico condiviso su tutti i temi. Fonte: N1, elenco dei sostenitori della Lista studentesca; Insajder, liste elettorali e coalizioni.
Sondaggi sulle elezioni in Serbia: un quadro diviso
Alcune rilevazioni assegnano un vantaggio alla Lista studentesca, altre al blocco SNS–Vučić. I dati non vanno letti come previsioni certe: cambiano in base alla data, alla metodologia, alla formulazione delle liste e al trattamento degli indecisi.
Affluenza, indecisi e soglia elettorale
L’affluenza potrebbe pesare in modo rilevante sull’esito. Una partecipazione elevata potrebbe favorire la lista studentesca e l’opposizione, mentre una partecipazione più bassa potrebbe avvantaggiare un elettorato di governo più consolidato. È però un’ipotesi, non una legge automatica: l’effetto concreto dipenderà da chi si presenterà alle urne e da come voterà.
Anche la soglia del 3% e la frammentazione delle forze politiche possono incidere sulla distribuzione dei seggi. Per questo la percentuale di voto attribuita alle due liste principali non basta, da sola, a stabilire quale coalizione potrà governare.
E dopo il voto? Niente secondo turno: le alleanze possibili
Nelle elezioni parlamentari serbe non esiste il ballottaggio. Il voto si svolge in un solo turno, con sistema proporzionale su collegio unico nazionale, per 250 seggi: per governare servono 126 deputati. Un secondo turno, invece, è previsto per le elezioni presidenziali: dopo le dimissioni di Vučić dalla presidenza (27 settembre) ne dovrà essere indetta una, con tempi da verificare. Per il Parlamento, il “secondo turno” è di fatto la trattativa tra le liste dopo il voto: chi non ottiene la maggioranza assoluta dei seggi deve cercare alleati.
In questo scenario pesano soprattutto le liste vicine alla soglia del 3% (i voti alle liste che non la superano non danno seggi, e questo favorisce chi è già più forte) e le liste delle minoranze nazionali, che godono di condizioni agevolate. Alcuni osservatori notano inoltre che, anche senza vincere nettamente, la Lista studentesca potrebbe impedire all’SNS di governare da sola, costringendolo a dipendere da partner minori. Sono scenari, non previsioni.
| Forza | Posizionamento | Possibile orientamento |
|---|---|---|
| Autentična desnica (Novi DSS e monarchici) | Lista conservatrice e sovranista, in corsa da sola. Il DSS di tradizione koštunichiana fu tra i promotori della neutralità militare del 2007. | Secondo Wikipedia, un esponente di Novi DSS (Predrag Marsenić) avrebbe dichiarato la disponibilità a entrare in un governo guidato dalla Lista studentesca se la lista supererà la soglia: da verificare su fonte primaria. |
| “Europska Srbija” (SSP, SRCE, Solidarnost) | Area apertamente europeista; il PSG ha lasciato la coalizione a settembre per sostenere gli studenti. Sondaggi: 3,6% (Faktor Plus), sotto il 3% (CRTA). | Alleato programmaticamente più vicino sul fronte UE, ma solo se supera la soglia; non ci sono accordi annunciati con gli studenti. |
| SPS – “Faktor stabilnosti” (Dačić) | Partner storico del blocco di governo, in corsa su una lista separata da quella di Vučić. | Dačić ha dichiarato che la coalizione sarà un “fattore di stabilità” dopo il voto: è l’alleato naturale dell’SNS e potrebbe risultare decisivo in caso di risultato serrato. |
| SVM (Mađari della Vojvodina) | Tradizionale alleato dell’SNS; corre da solo. Una sua esponente ha detto che la scelta dipenderà dall’“aritmetica”. L’altra formazione ungherese DZVM ha invitato a votare per la Lista studentesca. | Oggi più vicino al blocco di governo, ma senza impegni vincolanti. |
| Altre liste di minoranza (es. SDA Sandžaka) | SDA Sandžaka di Ugljanin corre da sola; la rappresentanza bosniaca potrebbe dividersi su una, due o tre liste. | Nelle fonti consultate non risultano orientamenti post-voto dichiarati. |
| Forze interne alle liste (SRS, PUPS, Partito dei Lavoratori; Srpska lista) | Sono già nella lista di Vučić o la sostengono. Nella Lista studentesca confluiscono come sostegno politico DS, ZLF, PSG, NPS, NLS, Dveri, POKS e altri. | Non sono “nuovi” alleati: i loro voti sono già conteggiati nelle liste principali. |
Il quadro può cambiare: le dichiarazioni di disponibilità non equivalgono a un accordo di governo e molte forze minori decideranno solo a risultati noti. Fonte: Wikipedia, elezioni parlamentari serbe 2026; Vreme (SVM); Vreme (DZVM); Vreme (opposizione e soglia); Osservatorio Balcani Caucaso; N1 (liste in corsa).
La lettura della cellula serba della Federazione Estero del Partito Comunista: oltre il ricambio ai vertici
Per la cellula serba della Federazione Estero, la crisi di consenso di un governo non può essere valutata soltanto attraverso il possibile cambio della maggioranza. La questione centrale è se le aspirazioni popolari sapranno tradursi in miglioramenti reali per chi vive del proprio lavoro: salari adeguati, sicurezza e stabilità occupazionale, servizi pubblici accessibili, tutela dei giovani, diritto allo studio e contrasto alle disuguaglianze.
Il movimento studentesco ha portato nello spazio pubblico una domanda di responsabilità e partecipazione. Perché questa domanda non venga riassorbita da un semplice ricambio istituzionale, occorre che lavoratori, studenti e settori popolari possano intervenire in modo autonomo e organizzato, con obiettivi sociali verificabili. La democrazia non si esaurisce nella scheda elettorale: si misura anche nella possibilità concreta di decidere sulle condizioni del proprio lavoro e della propria vita.
Conclusione: il cambiamento si misura nelle condizioni di vita
A pochi giorni dal voto, i sondaggi restituiscono una competizione aperta e non consentono conclusioni definitive. La Lista studentesca può rappresentare un canale di espressione del malcontento, ma il significato politico del risultato dipenderà dai contenuti e dai rapporti sociali che emergeranno dopo le elezioni.
La cellula serba della Federazione Estero del Partito Comunista sostiene che nessuna alternanza, da sola, risolve le contraddizioni sociali. Il cambiamento reale richiede organizzazione popolare, diritti, solidarietà di classe e politiche capaci di sottrarre lavoro, istruzione e servizi essenziali alla logica del profitto. Sarà su questi terreni — e non soltanto sulla vittoria di una lista — che si misurerà la portata delle mobilitazioni in Serbia.

