Rosa Luxemburg

Rosa Luxemburg nacque a Zamość, nella Polonia russa, il 5 marzo 1871 da una famiglia ebraica di piccola borghesia. Adolescente, entrò in contatto con il movimento rivoluzionario clandestino polacco. Nel 1889 fuggì in Svizzera per evitare l’arresto e si iscrisse all’Università di Zurigo, dove si laureò in scienze politiche. A Zurigo fondò con Leo Jogiches il Partito Social-Democratico del Regno di Polonia e Lituania, organizzazione che si oppose fin dall’inizio al nazionalismo come deviazione dall’internazionalismo proletario.
Trasferitasi in Germania nel 1898, lavorò come giornalista e dirigente del Partito Socialdemocratico Tedesco. Si scontrò con le posizioni revisioniste di Eduard Bernstein, che sosteneva che il capitalismo si stava stabilizzando e che il movimento operaio doveva abbandonare la prospettiva rivoluzionaria. La risposta fu Riforma sociale o rivoluzione? (1899): non esiste una via riformista al socialismo; il capitalismo produce crisi strutturali che rendono inevitabile lo scontro rivoluzionario.
Nel 1905 si trasferì illegalmente a Varsavia per partecipare alla rivoluzione russa. Arrestata, fu detenuta per diversi mesi. Da questa esperienza nacque Lo sciopero di massa, il partito e i sindacati (1906), in cui analizzò il ruolo dello sciopero di massa come strumento di lotta del proletariato, opposto sia al sindacalismo economicista sia al parlamentarismo socialdemocratico.
La sua opera teorica maggiore fu L’accumulazione del capitale (1913): Luxemburg dimostrò che il capitalismo necessita di mercati non capitalistici per espandersi, e che l’imperialismo è la forma di questa espansione verso le regioni precapitalistiche del mondo. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando il gruppo dirigente dell’SPD votò i crediti di guerra al governo del Kaiser, fu tra i pochissimi a opporsi. Incarcerata dal 1916 al 1918, scrisse La crisi della socialdemocrazia (opuscolo Junius, 1915).
Uscita durante la rivoluzione tedesca del novembre 1918, fondò con Karl Liebknecht il Partito Comunista di Germania il 1° gennaio 1919. Il 15 gennaio 1919 fu catturata dai corpi franchi paramilitari, torturata e uccisa. Il corpo fu gettato nel canale Landwehr a Berlino. L’operazione fu condotta con la complicità del governo socialdemocratico di Ebert e Noske.
Opere principali
Riforma sociale o rivoluzione? (1899)
L’accumulazione del capitale (1913)
Lo sciopero di massa, il partito e i sindacati (1906)
La crisi della socialdemocrazia (opuscolo Junius, 1915)
